Accadde oggi: nel 1970 l’alluvione in Bangladesh, centinaia di migliaia di morti

E’ stata la più disastrosa inondazione causata da cicloni e accadde proprio il 13 novembre del 1970 quando un ciclone nel Golfo del Bangladesh uccise centinaia di migliaia di persone

I cicloni più devastanti e che causano il maggior numero di vittime si verificano in genere nel bacino indiano, innanzitutto per la vulnerabilità di queste zone ad alluvioni ed inondazioni, ma anche a causa della loro arretratezza e dell’alta densità di popolazione.  Nello specifico, nella seconda metà del ‘900, il Bangladesh è stato uno dei territori più colpiti dai cicloni tropicali. Nel 1963 morirono ben 20.000 persone, mentre nel 1965 due tempeste tropicali, che che colpirono la zona in un lasso di tempo relativamente breve, portarono alla morte di 40.000 persone. Ma è stato l’evento climatico del 1970 che si è rivelato essere una delle più grandi tragedia climatica che la storia ricordi.

Era il 13 novembre, appunto, quando un violento ciclone tropicale investì il territorio bangladese, riversandovi una massa d’acqua alta più di 6 metri che coprì gran parte delle costa e tutte la “costellazione” di piccole isole che si affacciano sul delta del Gange. Sull’Isola di Manpura, nello specifico, delle 4500 capanne presenti solo 4 rimasero in piedi e i superstiti furono solo 5.000 su 30.000 abitanti totali. E’ stato stimato che nella sola isola di Bhola, una delle più popolate, morirono circa 200.000 persone. Tutti gli abitanti dei 13 isolotti che si trovano di fronte alla città di Chittagong morirono senza via di scampo. Il numero totale delle vittime non è mai stato calcolato con precisione, ma si tratta molto probabilmente di una cifra compresa tra le 300.000 e le 500.000 persone.

Il Bangladesh, ex provincia del Pakistan, è vulnerabile a fenomeni meteorologici di questo tipo, anche a causa della mancanza di protezione a livello geografico: è formato, infatti, da distese di pianure che si affacciano direttamente sul Golfo del Bengala, con alle spalle alte catene montuose; inoltre conta milioni di abitanti, buona parte dei quali vivono in condizioni di estrema povertà.