Gli abitanti di Gela si ribellano contro la cattiva gestione idrica degli ultimi anni, ecco che allora lanciano la petizione web “Gela come Messina” che ha raccolto 2.500 firme in 5 giorni
A Gela la situazione, per quanto meno drastica, sembra essere molto simile a quella di Messina. Qui, infatti, dopo la chiusura del dissalatore regionale gestino dall’Eni, l’approvvigionamento idrico, nonostante sia garantito da più fonti, è scadente. L’acqua, infatti, arriva ogni due- tre giorni ed è di colore giallastro. La popolazione è quindi costretta ad utilizzare l’acqua minerale per bere e cucinare; anche a causa delle continue interruzioni della vecchia rete idrica, che negli ultimi mesi si sta cercando di rinnovare. I problemi sono dati anche dalle incomprensioni e dalla considerazione dei cittadini nei confronti dell’azienda Caltaqua, che ha vinto l’appalto per la gestione trentennale del servizio idrico in tutta la provincia di Caltanissetta. A Gela, nessun cittadino è soddisfatto del servizio tanto che numerose sono state le petizioni popolari firmate ed è stata anche lanciata la campagna “Gela come Messina”, con 2.500 firme in cinque giorni, per chiedere l’intervento dello Stato e della Regione. I gelesi, infatti, ricordano che ogni partito, in campagna elettorale, aveva premesso la rescissione del contratto con Caltaqua. L’azienda, invece, denuncia la popolazione per il mancato pagamento e proprio per questo è stato deciso di usare il pugno di ferro.


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