Ada Lovelace, ecco chi era l’antesignana delle neuroscienze

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Fu la prima a scrivere un algoritmo dedicato a una macchina e fu almeno un secolo in anticipo nel cercare “un algoritmo che descrivesse il sistema nervoso”

Ada Lovelace, ovvero Augusta Ada Byron, fu la prima programmatrice informatica della storia, antesignana delle neuroscienze. A ricordarla, a 200 anni dalla nascita della matematica britannica, figlia di Lord Byron, è stato un editoriale sulla rivista Lancet. Lovelace, morta nel 1852 per un tumore alle ovaie, fu la prima a immaginare e scrivere un algoritmo espressamente dedicato a una macchina, e intuì fin da subito che i computer non sarebbero solo stati capaci di fare calcoli complessi, ma avrebbero avuto molteplici funzioni, tra cui persino quella di ‘scrivere musica’. Lovelace lavorò a stretto contatto con Charles Babbage, l’ideatore della ‘macchina analitica’, il primo esempio di calcolatore meccanico. A far avvicinare la matematica alla scienza del cervello, ricorda Georgina Ferry, l’autrice dell’articolo su Lancet, furono i suoi molteplici problemi di salute, con manie e ansie che i medici curavano con l’oppio, che le veniva prescritto in dosi massicce. “Aveva però abbastanza coscienza di sé da voler studiare la propria condizione – si spiega -, e indicò da subito nell’elettricità il metodo più adatto a spiegare il lavoro misterioso del suo cervello. Ancora, fu almeno un secolo in anticipo nel cercare, come scrisse a un suo amico, un algoritmo che descrivesse il sistema nervoso”.