Agricoltura e produzione a rischio per i cambiamenti climatici

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Il ruolo della buona agricoltura è fondamentale perché mitiga l’effetto serra, produce energie rinnovabili e ha un ruolo fondamentale nell’assorbimento di anidride carbonica

Le principali conseguenze dei cambiamenti climatici ricadono sull’agricoltura e sulle produzioni, mettendo a rischio la sicurezza alimentare e la disponibilità di acqua potabile in molti territori del pianeta, come l’area del Mediterraneo. Il global warming e l’incremento dei fenomeni meteorologici estremi provocano dissesto idrogeologico, siccità, salinizzazione delle aree costiere; variazioni degli agro-ecosistemi e diffusione di nuovi insetti dannosi. A tutto ciò bisogna sommare l’incontrollata cementificazione dei terreni più fertili, l’inquinamento e la perdita di sostanza organica del suolo. Oggi si stima che oltre il 20% della superficie nazionale è a rischio di desertificazione.

Eppure il ruolo della buona agricoltura è fondamentale perché mitiga l’effetto serra, produce energie rinnovabili e ha un ruolo fondamentale nell’assorbimento di anidride carbonica. Per questo la Conferenza di Parigi deve valorizzare queste funzioni del settore primario, che sono indispensabili oggi e ancora di piu’ domani. Lo afferma la Cia-Agricoltori Italiani nel giorno dell’apertura ufficiale di COP21, dopo aver partecipato ieri a Roma alla Marcia mondiale per il Clima, per chiedere interventi contro il cambiamento climatico insieme alle altre 130 organizzazioni riunite nella Coalizione italiana per il Clima. Le tecniche agricole sostenibili garantiscono produttività duratura, accrescono la fertilità dei suoli, salvaguardano la biodiversità, modellano il territorio e il paesaggio.

Accrescere il tasso di sostanza organica nel terreno rappresenta il più importante sistema di assorbimento di carbonio sul nostro pianeta – spiega la Cia -. Il settore agricolo vuole contribuire efficacemente alla mitigazione con il miglioramento delle attivita’ zootecniche, lo stoccaggio di carbonio nel suolo e nella vegetazione, lo sviluppo del metodo biologico e di pratiche sostenibili. A Parigi è dunque fondamentale valorizzare il ruolo attivo che i terreni agricoli, i pascoli e i boschi svolgono nell’assorbimento della CO2. Ma l’agricoltura è anche un grande produttore di energie rinnovabili -osserva la Cia-. Quasi il 50% della produzione di energia “verde”, secondo la Strategia energetica nazionale, deve provenire da biomasse. C’e’ ancora molto da fare, ma il percorso e’ ormai tracciato. Il futuro è nei piccoli impianti collegati alle imprese agricole, zootecniche e forestali.