Alla scoperta dell’incantevole borgo di Sant’Agata de’ Goti [FOTO]

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    Situata in Campania, in provincia di Benevento, Sant’Agata de’Goti è ricca di storia, monumenti e tradizioni eno-gastronomiche

    Sant’Agata de’ Goti è un comune italiano con più di 11 mila abitanti che sorge nella Valle Caudina, alle falde del Monte Taburno. Situata in Campania, in provincia di Benevento, Sant’Agata de’ Goti era chiamata anticamente Saticula e fu dedicata a Sant’Agata nello stesso secolo, il VI, in cui si stabilì una colonia di Goti. Arroccata su una terrazza tufacea tra due affluenti del fiume Isclero, fu presa da Quinto Fabio Massimo intorno al 313 a.C., restando fedele a Roma fino al IX secolo d.C., quando venne conquistata dai Longobardi. Da allora il territorio divenne preda di Bizantini, Normanni, Svevi e Angioini… ecco perché il borgo è così ricco di storia.

    SANT'AGATA DE GOTI 2Questo si intuisce già giungendo in città dal ponte Martorano, dal quale si ammirano le costruzioni aggrappate l’una sull’altra sulla roccia, quasi come a prolungare la difesa antica del borgo. Da non perdere il Duomo di Sant’Agata de’ Goti-Cattedrale dell’Assunta, che riflette le trasformazioni storiche del paese. Costruita nel 970, essa venne ricostruita nel 1100 e restaurata più volte sino al 1700. Suggestive la chiesa dell’Annunziata col suo gioco cromatico delle vetrate policrome, la Chiesa di San Menna, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli . Vi sono, poi, la chiesa di San Francesco d’Assisi, con gli affreschi del pittore Giaquinto, e il maestoso Palazzo Vescovile, dove tutto parla di Sant’Alfonso Maria dè Liguori; la chiesa del Carmine al cui interno è collocato il Museo Diocesano. Ma a Sant’Agata de’ Goti ci delizia anche il palato con pacca e fagioli, il cavatello alla Sant’Agata, “n frennula”, prodotto tipico dell’antica tradizione dolciaria, disponibile anche in versioni salate, tra cui quella al radicchio rosso. Il borgo detiene 3 eccellenze eno-gastronomiche: la mela annurca IGP, l’olio d’oliva e il vino DOCG.