“Quanto accaduto ieri a Reggio Calabria e solo qualche mese addietro a Rossano e Corigliano evidenzia una situazione divenuta ormai insostenibile”
“La Calabria “affoga” per colpa dell’incuria, della cementificazione selvaggia e dei troppi compromessi”. Lo afferma in una nota il presidente di Confagricoltura, Alberto Statti. “Quanto accaduto ieri a Reggio Calabria e – solo qualche mese addietro a Rossano e Corigliano – evidenzia – aggiunge – una situazione divenuta ormai insostenibile, in primis per il tributo di vite umane e poi per un bilancio dei danni pesantissimo. Le inondazioni, le esondazioni, le frane non sono solo conseguenze delle mutate condizioni climatiche perche’ quanto sta accadendo – pur nella sua eccezionalita’ – dimostra inequivocabilmente la fragilita’ di un territorio per troppo tempo abbandonato, abusato e speriamo non compromesso. E’ arrivato il momento di invertire la tendenza del passato, di mettere in atto una seria pianificazione territoriale soprattutto in termini di prevenzione. E per questo confidiamo anche nell’autorevolezza del neo capo della protezione civile calabrese, il geologo Carlo Tansi”. “Ma c’e’ bisogno – prosegue Statti – anche – a nostro avviso – di consentire finalmente alle imprese agricole di fornire un supporto concreto nel rendere sicuri i versanti, produttive le terre abbandonate, di esercitare, insomma, quel ruolo naturale e fondamentale a difesa del territorio. Il Piano regionale di Sviluppo Rurale dovra’ poter incentivare in tal senso un processo virtuoso che veda l’agricoltura e gli imprenditori agricoli non piu’ marginali rispetto alla pianificazione del territorio calabrese. Confagricoltura Calabria – oggi piu’ che mai – intende contribuire alla formazione di quella nuova cultura dell’impiego del territorio che richiedera’ priorita’ politiche e scelte coraggiose”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?