La Coldiretti lancia l’allarme: si riducono senza sosta i frutteti italiani
Continua a ridursi senza sosta il frutteto italiano. Infatti, negli ultimi quindici anni, questa meraviglia si è ridotta di un terzo con la scomparsa di oltre 140mila ettari di piante di mele, pere, pesche, arance, albicocche e altri frutti. Questa riduzione potrebbe far perdere all’Italia il suo primato europeo, nella produzione di alimenti indispensabili della dieta mediterranea. La notizia è stata data dalla Coldiretti, che domani si troverà a festeggiare la “Giornata nazionale degli alberi”, che avrà come tema “l’albero padre del cibo: verso una alimentazione sostenibile“. In Italia, i frutteti sono passati da 426mila ettari a 286mila, con un crollo del 33% in 15 anni, secondo gli ultimi dati Istat. La causa principale, che ha generato un crollo sono, soprattutto, i costi di produzione. La Coldiretti segnala infatti che, i tagli maggiori hanno riguardato i limoni, seguiti da: pere, pesche, nettarine, arance, mele, clementine e mandarini. La superficie italiana complessiva dedita all’ortofrutta attualmente supera appena un milione di ettari. Questa produce intorno ai 23 milioni di tonnellate di alimenti, di cui il 46% sono ortaggi mentre un 29% riguarda perlopiù frutta, il 12% agrumi, il 7% ortaggi da serra, il 6% patate e lo 0,5% legumi.
Ovviamente ci riferiamo a prodotti made in Italy, in forte calo. Il territorio italiano ormai è ricco di prodotti di fattura straniera. Le importazioni infatti, negli ultimi anni, sono aumentate del 37%, causando una riduzione dei consumi da parte delle famiglie. “Un trend drammatico che ha effetti pesanti sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole, ma anche dal punto di vista ambientale e per la salute dei consumatori”, spiega il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo “occorre intervenire per promuovere i consumi sul mercato interno e per sostenere le esportazioni, che in quantità sono rimaste pressoché le stesse di quindici anni fa. Ci sono infatti segnali positivi di ripresa dell’economia che – continua – non vanno sottovalutati, come l’inversione di tendenza nei consumi di frutta in Italia che non si registrava dall’inizio della crisi, mentre opportunità possono venire anche dall’estero per il tasso di cambio favorevole”. Influisce notevolmente anche l’embargo nei confronti della Russia da parte dell’Ue, che è stato prorogato fino al 6 agosto 2016, che impedisce le esportazioni di prodotti ortofrutticoli portando così a delle perdite nel settore. Proprio per la Coldiretti è necessario rimuovere qualsiasi tipo di ostacolo, normalizzando le esportazioni e aumentando i controlli su prodotti di cui non si conosce la reale provenienza.


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