Ambiente: il Giappone continuerà con la sua folle caccia alle balene fino al 2017

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Nonostante la condanna che arrivata dalla Corte Federale d’Australia, il Giappone ha annunciato che proseguirà la caccia alle balene fino al 2017

La Corte Federale d’Australia ha condannato, a una multa di un milione di dollari australiani, la compagnia proprietaria delle baleniere giapponesi che operano nei mari antartici. La condanna è dovuta alla violazione di un ordine dato dalla corte stessa, che prevedeva la cessazione della caccia alle balene in un’area al largo dell’Antartide, proclamata dall’Australia santuario dei grandi cetacei. Margaret Jagot, giudice della Corte Federale, ha stabilito che la Kyodo Senpaku Kaisha ha violato tale ordine emesso nel 2008. Infatti, ha proseguito la caccia nella zona economica esclusiva dell’Australia, che si estende per 200 miglia nautiche dal territorio antartico australiano. La compagnia ha ucciso diverse balene, tra il dicembre 2008 e marzo 2014, commettendo una violazione “deliberata, sistematica e sostenuta” della legge, che era stata imposta secondo la Legge sulla Protezione Ambientale e la Conservazione della Biodiversità. Nonostante la caccia alle balene sia proibita dal 1986, il Giappone continua a ucciderle affermando che si tratti di ricerca scientifica. Il Giappone non riconosce la sovranità dell’Australia sulle acque al largo dell’Antartide e ha continuato con la sua folle caccia alle balene, fino a quando la Corte Internazionale di Giustizia ha dimostrato che non si trattasse di una caccia veramente scientifica. Nonostante questo, il Giappone ha confermato che la caccia scientifica riprenderà e durerà fino al 2017, nonostante le pressioni dell’organizzazione Humane Society International, sul governo australiano affinchè si discuta con Tokyo della possibilità di porre realmente fine alla caccia.