ANBI: “L’alluvione in Calabria un altro segnale per intervenire subito”

MeteoWeb

Dopo l’alluvione in Calabria si fa ancora più insistente la necessità di un piano straordinario di manutenzione del territorio

“Il ripetersi di eventi alluvionali (centinaia di millimetri di pioggia caduti in poche ore) su un territorio fragile come la Calabria, dove tutti i comuni sono interessati dal rischio idrogeologico (409 comuni ed una superficie di 1.167 chilometri quadrati), testimonia una volta di più la necessità di un Piano straordinario di manutenzione del territorio, che mettiamo a disposizione, che non contempli solo le grandi aree metropolitane, ma sia diffuso lungo l’intera Penisola, la cui rete idraulica è ormai insufficiente di fronte ai cambiamenti climatici ed al progressivo abbandono dell’agricoltura di montagna, troppe volte sostituite da aree cementificate.” A ribadirlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI). Il ripetersi di eventi calamitosi, causa di morti e gravi danni (in Calabria pesanti conseguenze si stanno registrando per gli uliveti e le coltivazioni di bergamotto), indicano la necessità di interventi solleciti. Per questo ANBI torna a mettere a disposizione l’annuale Piano Nazionale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, redatto dai Consorzi di bonifica e che, per quanto riguarda la Calabria, contempla 186 interventi perlopiù immediatamente cantierabili per un importo complessivo pari a circa 248 milioni di euro. Conclude il Presidente ANBI: “Non siamo noi a sollecitare gli interventi, ma l’incedere degli eventi. Continuare ad aspettare, non dando seguito concreto alle affermazioni sulla priorità della salvaguardia idrogeologica, obbliga il Paese a spendere per riparare i danni 10 volte più di quanto sarebbe necessario per intervenire preventivamente, condannando i territori interessati ad una mancata crescita economica, frutto dell’incertezza, che segue ad un’alluvione o alle criticità meteo. In un momento di segnali di ripresa economica, ciò è ancora più grave.”