L’aneurisma all’aorta colpisce 84.000 persone e ancora le stime di mortalità sono troppo alte. Novembre è il mese giusto per conoscere bene questa patologia, le sue cause e come prevenire l’eventuale rottura dell’aneurisma
E’ novembre il mese della prevenzione per l’aneurisma all’aorta addominale. Molti centri specializzati da giorni portano avanti una campagna di sensibilizzazione volta a chiarire qualsiasi dubbio riguardante questa patologia. Attraverso l’utilizzo di macchinari tecnologici d’avanguardia si provvederà ad effettuare un’ ecografia dell’aorta a prezzi modici nelle strutture che hanno aderito all’iniziativa.
Ma precisamente cos’è l’aneurisma all’aorta addominale? E come prevenirla? E’ una dilatazione abnorme del vaso arterioso che porta trasporta il sangue alle varie zone del nostro organismo, e questa dilatazione si concentra maggiormente sul tratto addominale del corpo. Se non si interviene tempestivamente, la dilatazione dell’aneurisma, crescendo ulteriormente, porta alla rottura totale del vaso sanguigno, conseguenza l’insorgere di una emorragia interna gravissima.
I soggetti più inclini a contrarre la patologia soffrono di cause comuni: ereditarietà della malattia, livelli alti di colesterolo, ipertensione, età avanzata, diabete e fumo. Purtroppo l’aneurisma all’aorta rientra nelle patologie asintomatiche e, molto spesso, ci si è accorti della sua formazione in occasione di semplici visite di controllo. I sintomi si fanno sentire pesantemente nel momento stesso della rottura del vaso sanguigno: da qui dolori addominali lancinanti e calo dei valori di pressione arteriosa causati dalla comparsa dell’emorragia.
In Italia i dati sono preoccupanti: circa il 84.000 persone soffrono di questa patologia e , rispetto alle donne, gli uomini ne sono maggiormente colpiti. Le stime di mortalità sono ancora molto alte, si parla di circa 6000 decessi all’anno, e gli esperti evidenziano la pericolosità della malattia se diagnosticata troppo tardivamente.
In ragione di ciò effettuare controlli periodici sarebbe l’unica alternativa possibile e la sola strada da seguire, così da tenere sempre sotto controllo la dilatazione del vaso sanguigno e in caso di intervenire chirurgicamente con un intervento studiato appositamente che varia di caso in caso, prima della possibile rottura.


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