Avevano scelto di vivere come clochard ad alta quota, rischiavano di morire: salvati dal soccorso alpino

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L’insolita scelta di vita di una coppia triestina rischiava di essere fatale

Una coppia di Trieste (lui 50 anni, lei 24) se l’è vista brutta con l’arrivo del primo freddo dopo che la scorsa primavera avevano deciso di vivere nella natura come clochard: il loro desiderio più grande era di far nascere nei boschi il frutto del loro amore, Amina, venuta alla luce il 25 maggio nel bivacco Coi, sopra Portis di Venzone (Udine), a 1.300 metri sul livello del mare. I due avevano anche spiegato di non avere una meta precisa ma soltanto “di voler tornare all’essenza delle cose, cosi’ come erano un tempo“. La bimba è stata poi affidata ad alcuni famigliari, perché i due giuliani hanno voluto proseguire il loro personalissimo “ritorno alle origini”sulle montagne friulane, dove hanno trascorso gli ultimi sei mesi, spostandosi tra rifugi e stavoli tipici della zona.

soccorso alpinoFino a quando, una quindicina di giorni fa, si sono stabiliti a Moggio Udinese sotto un masso a strapiombo sulla valle sottostante, come i primitivi, riparati dalla pioggia, ma non dal freddo sempre piu’ pungente. In questi giorni, nel loro accampamento improvvisato situato in alta montagna – a due ore di cammino dallo stavolo piu’ vicino – sono stati notati da alcuni cacciatori, che hanno segnalato alle autorita’, con crescente preoccupazione, il loro progressivo dimagrimento e deperimento psico-fisico. Oggi la decisione dei Carabinieri di chiedere l’intervento dei tecnici del Soccorso Alpino della locale stazione assieme ai militari della Guardia di Finanza di Tolmezzo e al personale della Guardia Forestale. Inizialmente la coppia ha rifiutato il soccorso, ma di fronte all’insistenza dei soccorritori, la neo mamma ha ceduto, accettando di scendere a valle. Le condizioni dei due erano pero’ cosi’ precarie da impedire loro di percorrere a piedi il lungo tratto in discesa. Sul posto è stato fatto arrivare l’elicottero della Protezione civile regionale Fvg che li ha trasferiti in paese, dove un equipaggio del 118 li ha visitati mentre al sindaco e’ stato affidato il compito di reperire un alloggio di emergenza, in attesa di capire l’orientamento di questa coppia in fuga dalla civiltà. Da quanto si e’ appreso, l’arrivo dei soccorritori e’ stato decisivo: a quella quota, con cibo scarsissimo e con le temperature annunciate in picchiata in pochi giorni, l’esistenza dei due triestini sarebbe durata ancora veramente molto poco.