La vicenda di Charlotte, giovane operata al cuore a causa della sua abitudine di bere energy drink. “Tutto ciò che volevo era superare la giornata, ma ho rovinato la mia vita”
Il mondo delle bevande energetiche è da sempre uno dei più discussi e controversi. Per affrontare giornate che sembrano impossibili da superare, o anche solo prima di una prestazione sportiva, sono molte le persone che tendono a farne uso, e spesso tra queste ci sono anche dei bambini. Ma la vicenda accaduta a Charlotte Aston, 23enne di Brixham, in Inghilterra, ci deve far riflettere sul rapporto rischi/benefici che queste bevande presentano. Per la giovane, che ha bevuto per anni una lattina di energy drink al giorno, si è rivelato necessario un delicato intervento chirurgico per rimediare ai danni causati al suo cuore proprio dall’apparentemente innocua bevanda.
Come riporta il Daily Mail, Charlotte aveva da poco compiuto 18 anni quando ha accusato un malore per il quale è stata portata con urgenza al Pronto Soccorso: “Mi stavo rilassando a casa quando, all’improvviso, ho avuto un collasso. Ero semi cosciente e potevo sentire il mio cuore quasi esplodermi dal petto. E’ stato terrificante – ha dichiarato la ragazza – non mi era mai successo prima, ero veramente spaventata”. Giunta in ospedale i dottori hanno registrato ben 247 battiti al minuto, ovvero una velocità tre volte superiore al normale, e la diagnosi è arrivata quasi da sé: tachicardia sopraventricolare. “Mi hanno detto che si trattava del mio cuore, ma non potevo crederci. Ero giovane e in salute, non avevo mai avuto problemi del genere prima”.
Ma i problemi di Charlotte non si sono ridotti solo a questo episodio. Più o meno due anni dopo la ragazza ha subito un’ablazione laser, ossia una laboriosa procedura nel corso della quale tubi flessibili vengono inseriti in una vena inguinale e collegati al cuore per correggere i problemi strutturali che causano l’anomalia. “Hanno collegato degli elettrodi al mio cuore per fermare e riavviare il battito. Durante l’intervento sono ‘morta’ 8 volte. Oggi non riesco a lavorare come prima, ma lo faccio al meglio”. La donna, insegnante di sostegno, svolge ora attività di volontariato e il suo obbiettivo principale è quello di sensibilizzare quante più persone possibili in merito alla pericolosità dei prodotti energizzanti: “Tutto ciò che volevo era superare la giornata, ma ho rovinato la mia vita”.


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