Gli scienziati sono molto preoccupati dai rischi che corre il Polo Nord a causa dei cambiamenti climatici, soprattutto perché questo influirà molto sulla vita della Terra
L’aumento delle temperature e il conseguente cambiamento climatico, i cui effetti potranno essere notati nel lungo periodo, influenzeranno notevolmente tutti gli habitat. Tra questi ad essere in pericolo è il Polo Nord. Lo scioglimento dei ghiacciai sta procedendo in maniera continua, preoccupando molti. Allo stesso tempo, però, per gli scienziati è una occasione unica visto la possibilità di poter fare della zona un laboratorio unico, in cui controllare i cambiamenti climatici dei prossimi anni. Ad analizzare e verificare i cambiamenti, che il Polo è costretto a subire è il rompighiaccio “Amundsen”, il quale analizza le acque dell’Oceano Artico raccolte a diverse profondità, grazie all’utilizzo di strumenti che superano i 200mila dollari. Perchè l’acqua dovrebbe essere utile per comprendere i cambiamenti? Semplicemente perchè attraverso l’evoluzione delle correnti marine è possibile analizzare la composizione dell’Oceano Artico.
“I cambiamenti nell’Artico hanno un’influenza – spiega Roger François responsabile delle missioni a bordo dell’Amudsen- che si spinge ben al di là del perimetro artico e provocano effetti diretti sull’Atlantico settentrionale e da qui su tutto l’ecosistema oceanico”. Ma cosa accadrebbe se il Polo Nord sparisse? Semplice. Il caldo dell’Equatore è compensato dal freddo del Polo Nord. Cioè? All’Equatore, il suolo assorbe una quantità elevata di energia solare. Il calore è talmente elevato, che è necessario smaltirlo. Allo stesso tempo, il suolo del Polo Nord assorbe in maniera ridotta calore. Il mancato riscaldamento contribuisce al congelamento del suolo. Ovviamente, per bilanciare l’energia ed evitare che in alcune zona faccia troppo caldo ed in altre troppo freddo, le masse d’aria trasferiscono il calore tra Equatore e i Poli. Quindi, gli scienziati sono preoccupati che, la modifica delle correnti marine possano impedire tale trasferimento. Certo, non sarebbe la prima volta. Infatti, questa situazione si verificò già un miliardo di anni fa. La velocità con cui i cambiamenti climatici stanno agendo spaventano gli scienziati, che sperano in una mobilitazione da parte dei leader mondiali nell’adozione di misure che possano limitare o contenere i danni.


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