Cambiamenti climatici: il 92% degli italiani è consapevole delle conseguenze

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Il 92% degli italiani è consapevole delle conseguenze dei cambiamenti climatici e solo il 65% ritiene che gli obbiettivi della Cop21 sono difficili da conseguire

Il 30 novembre avrà inizio la conferenza sul clima di Parigi. Durante il vertice Onu, i leader mondiali saranno occupati a cercare un accordo che, possa ridurre le emissioni di gas serra e contenere le drastiche conseguenze legate ai cambiamenti climatici. L’evento coinvolge e riguarda tutti i cittadini, che hanno deciso di mobilitarsi partecipando alla Marcia globale sul clima. L’obbiettivo di mantenere l’aumento delle temperature al di sotto dei 2 gradi, è molto ambizioso e lo crede anche il 62% degli italiani. I dati sono stati raccolti dal 13esimo rapporto intitolato “Gli italiani e il solare” e sono stati presentati durante il convegno ” Smart cities ed economia circolare”, organizzato dalla Fondazione Univerde e da Ipr Marketing in collaborazione con Cobat, il Consorzio nazionale raccolta e riciclo. La maggior parte degli italiani è consapevole del cambiamento che il clima ha subito ed il 69% riconosce che, questa sia un’emergenza da affrontare e risolvere. ” Gli italiani sono scettici sulla Cop21.

impianto-fotovoltaico-610x425La maggioranza ha piena coscienza che i cambiamenti climatici rappresentano una grande emergenza. Il 51% ritiene che i governi siano ipocriti” afferma il presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio. Tra le energie rinnovabili più apprezzate vi è l’energia solare, l’83% dei cittadini è favorevole alla carbon tax. Addirittura se vi fosse meno burocrazia, il 56% degli italiani sarebbe pronto a installare i pannelli fotovoltaici. Pecoraro Scanio continua a spiegare che, l’energia solare “è sempre più sostenuta dai cittadini ma ostacolata da leggi e burocrazie. Servono norme chiare e durature anche per lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili diffuse e per il riciclo degli impianti a fine vita”. Per Cobat, l’obbiettivo “è un’applicazione sempre più ampia dell’economia circolare, attraverso una visione olistica che possa coinvolgere i protagonisti della filiera per qualsiasi tipologia di prodotto. Con il riciclo ci sono due vantaggi fondamentali: si ottengono nuove materie prime da reimmettere nel processo produttivo e si risparmia energia. Un aspetto che va di pari passo con l’attenzione di Cobat alle energie rinnovabili: il Consorzio infatti è in grado di riciclare i moduli fotovoltaici e i sistemi di batterie a loro collegati, assicurando una garanzia totale su ogni singolo modulo tramite un sofisticato sistema di tracciabilità e un meccanismo finanziario che permette il ritiro gratuito del prodotto a fine vita, anche dopo 20 o 30 anni”.