Cancro alla prostata: si sta sperimentando una nuova possibile cura non invasiva

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Il nuovo metodo va a colpire il sito del tumore “mirando” solo alla zona malata, e senza controindicazioni come continenza o disfunzione erettile del paziente

Una nuova tecnologia sperimentale per la cura del cancro alla prostata, che va a colpire il sito del tumore con una scossa elettrica più potente di un fulmine, ma riesce a “mirare” solo alla zona malata, evitando le strutture che lo circondano, fra cui i nervi erettili e uretrali. I ricercatori di tre diversi paesi, Stati Unit, Gran Bretagna e Australia, stanno sperimentando il nuovo metodo chiamato ‘NanoKnife’, o nano-bisturi, su pazienti con un singolo sito di cancro prostatico localizzato, che necessita di un trattamento maggiore della sorveglianza attiva, ovvero una condizione che riguarda fra il 15 e il 20% dei pazienti. Il primo a pubblicare i risultati della sua sperimentazioni è stato Phillip Stricker, urologo dell’Ospedale St. Vincent di Sydney. Lo studio pubblicato su Prostate Cancer and Prostatic Diseases ha visto la sperimentazione su 25 pazienti, mostrando così che nel 76% dei casi il cancro non era tornato dopo otto mesi. Inoltre, nessuno dei pazienti aveva sviluppato incontinenza o impotenza, tipici rischi delle attuali cure; i metodi attuali di trattamento, infatti, che “aggrediscono” l’intera prostata, come ad esempio radiazioni o chirurgia, spesso vanno a spese della continenza o della funzione erettile del paziente.