Un farmaco già in uso per il morbo di Parkinson potrebbe essere la soluzione al problema della cecità causata da maculopatia
La degenerazione maculare senile, che porta alla cecità in età più o meno avanzata, potrebbe ora avere una cura preventiva che arriva da un farmaco giù utilizzato contro il morbo di Parkinson. L’importante scoperta è stata resa pubblicata su The American Journal of Medicine ed è arrivata in seguito ad uno studio su due enormi serie di dati relativi a decine di migliaia di pazienti. La maculopatia è una malattia che colpisce la retina, e in particolare la parte centrale detta macula dalla quale prende il nome. Può portare alla perdita della visione centrale e può arrivare alla completa cecità.
Gli esperti della University of Arizona, diretti da Brian McKay, hanno avuto l’intuizione partendo dalla considerazione che chi ha gli occhi scuri si ammala meno spesso di maculopatia, rispetto a chi li ha chiari. Inoltre negli occhi scuri sono presenti concentrazioni maggiori di L-dopa, ovvero il principio attivo del farmaco prescritto per controllare i sintomi principali del morbo di Parkinson. I ricercatori hanno dunque “spulciato” un vastissimo database relativo a 37 mila soggetti, per capire se i malati di Parkinson fossero effettivamente protetti dalla maculopatia, constatando che effettivamente è meno frequente in questi soggetti nei quali, comunque, progredisce più lentamente. In seguito i ricercatori hanno ripetuto l’osservazione su un altro gruppo di 87 mila persone e hanno appurato, ancora una volta, che i malati di Parkinson o altre malattie a cui era stato prescritto il farmaco L-dopa risultavano protetti dalla maculopatia, e persino dalla sua forma più devastante, chiamata ‘umida’. Ma la ricerca in merito continua: gli studiosi allestiranno una sperimentazione clinica per vedere se il farmaco aiuta effettivamente a prevenire la maculopatia


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