Clima, coalizione sulle energie rinnovabili con Bill Gates, Mark Zuckerberg e 20 Paesi

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Barack Obama ha annunciato al summit sul clima di Parigi la nascita di una coalizione di un gruppo di investitori privati guidata da Bill Gates e Mark Zuckerberg per sostenere la ricerca nel settore delle energie rinnovabili con nuovi fondi per miliardi di dollari. La “Breakthrough energy Coalition” e’ una sorta di santa alleanza tra 28 magnati di 10 Paesi con un patrimonio complessivo di 350 miliardi di dollari e mira a promuovere i migliori progetti d’innovazione legati alle energie verdi in tutto il mondo. Nel quadro dell’ambizioso progetto pubblico-privato rientra anche Mission Innovation, l’impegno assunto da 20 Paesi a raddoppiare nel giro di cinque anni i 10 miliardi che spendono collettivamente nella ricerca sulle energie pulite. Lo hanno assunto a Parigi gli Stati Uniti, Francia e Italia insieme a Australia, Canada, Cina, India, Cile, Brasile, Gran Bretagna, Messico, Danimarca, Germania, Indonesia, Giappone, Norvegia, Corea del Sud, Arabia Saudita, Svezia ed Emirati arabi.

Facebook: Zuckerberg, il futuro? è la telepatiaL’obiettivo dichiarato della ‘coalizione per la svolta’ e’ quello di rendere la produzione di energia da fonti non fossili e non inquinanti alla portata di tutti. Oltre a Gates e Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ne fanno parte Jack Ma, numero uno del colosso Alibaba, Jeff Bezos di Amazon, Reid Hoffman di LinkedIn,e poi Richard Branson, George Soros e Meg Whitman di HP. “Le tecnologie rinnovabili che abbiamo oggi come quelle eolica e solare”, ha osservato Gates in un comunicato, “hanno fatto molti progressi e potrebbero essere la strada per un futuro eneregtico a zero emissioni di carbone”, ma data l’ampiezza della sfida “dobbiamo aprire nuove strade e inventare nuovi approcci”. L’idea e’ fornire alle compagnie private e alle nuove imprese un capitale di rischio flessibile che somigli agli stanziamenti governativi: “Le aziende private svilupperanno queste novita’ per le energie rinnovabili”, ha aggiunto il numero uno di Microsoft, “ma il loro lavoro potra’ contare su lavori di ricerca che di solito solo i fondi governativi consentono di svolgere”.