Clima, COP21: se la temperatura aumenta “a rischio la produzione agricola”

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“Lo abbiamo sempre detto: c’è un filo che collega l’Esposizione universale di Milano a Cop21 a Parigi”

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha dichiarato, in un post su Facebook che “secondo i ricercatori se la temperatura media globale aumentasse più di 2,5° ci sarebbe un calo netto della produzione agricola su scala globale. A 2° le produzioni di riso e mais in Paesi come la Cina e l’India vedrebbero una contrazione intorno al 5%. A fronte di una popolazione mondiale che tende alla crescita e che da qui al 2050 raggiungerà i 9 miliardi di persone. Sono queste le sfide che incrociano il tema della sicurezza alimentare, dei modelli agricoli futuri e della necessaria lotta al cambiamento climatico. Lo abbiamo sempre detto: c’è un filo che collega l’Esposizione universale di Milano a Cop21 a Parigi. L’agricoltura e la produzione alimentare, infatti, sono tra i settori che maggiormente risentono di questi squilibri e proprio per questo a Expo il tema è stato al centro di moltissime giornate di lavoro e confronto”.”Ora dovrà essere protagonista anche dei lavori di Cop 21. Con questa consapevolezza con il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti saremo a Parigi il 7 dicembre con i temi e gli impegni della Carta di Milano. Quello che poniamo è un obiettivo chiaro: raggiungere un accordo che assicuri alla comunità internazionale un cammino coerente allo sviluppo di un’economia a basse emissioni di carbonio e compatibile col rispetto dell’obiettivo di contenere l’incremento della temperatura al di sotto di 2 gradi rispetto l’era pre-industriale. Cop 21 è l’occasione per un passo avanti cruciale in questa sfida, se si trova un’intesa su misure concrete, realizzabili e soprattutto sostenibili. Servono indirizzi chiari che si traducano nei singoli Stati in scelte operative che abbiano effetti di breve e di lungo periodo”. ”Un traguardo ambizioso sul quale l’Italia sta già lavorando con scelte quotidiane. Non è un caso se la nostra agricoltura ha il 35% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla media europea. Abbiamo scelto di investire oltre 3,5 miliardi di euro per aumentare la sostenibilità delle nostre imprese agricole con i programmi di sviluppo rurale fino al 2020 e nella Legge di stabilità abbiamo appena approvato un programma di sostegno all’innovazione del parco macchine, puntando su efficienza, sicurezza e basso impatto ambientale”.