Clima, Gentiloni: a Parigi un meccanismo vincolante di revisione degli impegni

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In attesa della Conferenza di Parigi, il ministro degli Esteri Gentiloni spera che a Parigi si stabilisca un meccanismo vincolante di revisione degli impegni

L’atteso vertice che impegnerà le Nazioni Unite a Parigi relativamente alla questione dei cambiamenti climatici, richiede l’attenzione di tutti i massimi esponenti politici e non. L’obbiettivo principale da raggiungere è quello di contenere l’aumento delle temperature entro i 2°C. Proprio al Sole 24 Ore, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ribadito quanto fosse fondamentale l’impegno dell’Italia alle Cop 21 “Intendiamo da un lato ribadire l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2030 rispetto ai valori del 1990, e dall’altro fare tutto il possibile affinche’ il piu’ alto numero di Paesi adotti obiettivi in grado di evitare conseguenze drammatiche. Non parlo solo di economia, parlo del rischio di guerre e di migrazioni davvero bibliche. Per noi e’ anche necessario che a Parigi si stabilisca un meccanismo vincolante di revisione periodica degli impegni”. Per raggiungere gli obbiettivi prefissati è necessario la cooperazione da parte di tutti, anche dei paesi in via di sviluppo.

ambiente naturaSecondo il ministro Gentiloni è fondamentale utilizzare le risorse odierne, unico strumento per poter contrastare l’aumento delle temperature infatti “Le rinnovabili hanno conosciuto negli ultimi decenni un significativo sviluppo e quelle tecnologicamente mature sono oggi in grado di competere sul mercato”.”La creazione di un mercato interno dell’energia in Europa e l’applicazione di meccanismi competitivi sono le soluzioni migliori per modificare gradualmente l’approccio basato su schemi di incentivazione delle rinnovabili. Inoltre, le rinnovabili dovranno essere promosse sempre piu’ attraverso ulteriori meccanismi di mercato quale la definizione di un prezzo della CO2 nel quadro dell’Emission Trading”. Il ministro riconosce all’Italia il merito di puntare sulla green economy. Infatti, sono aumentate le aziende che fanno della tutela dell’ambiente, punto focale della propria attività “Dall’inizio della crisi piu’ di un’impresa su quattro ha scommesso sul green. Queste realta’ sono attive in tutti i settori della nostra economia, con punte del 32% nella manifattura, e sono le imprese che innovano ed esportano di piu'”. “L’Italia ha intrapreso un’altra strada, e punta a combattere il cambiamento climatico attraverso le fonti rinnovabili, grazie al solido know-how acquisito – conclude –  nella produzione di energia eolica, solare, geotermica ed allo sviluppo di tecnologie innovative”.