La Conferenza di Parigi seppur limitata ai soli negoziati, rimane in agenda. Infatti, proprio il governo francese ha ribadito che non si arrenderà alla paura di altri possibili attacchi
Il 30 novembre avrà inizio la Conferenza della Nazioni Unite sul clima, che si terrà a Parigi. Inutile dire che, gli attentati dei giorni scorsi avranno serie ripercussioni su questo evento atteso da tutti. L’evento, infatti, sarà una riunione molto formale e blindato. Nonostante gli attentati, che hanno costretto il primo ministro ad assentarsi al G20 svoltosi in Turchia, la Francia decide di continuare a perseguire gli obbiettivi preposti fino ad ora. Proprio durante il G20 è stato confermato l’impegno a raggiungere un accordo a Parigi. La conferenza si farà, attentati o meno, con l’obbiettivo di adottare misure in grado di contrastare le conseguenze dei cambiamenti climatici. “Confermiamo la nostra determinazione ad adottare un protocollo, un altro strumento legale o un esito concordato con valore legale”, spiega il testo elaborato dopo i negoziati elaborati durante il G20. Ovviamente, come precisa il premier Manuel Valls “i concerti e le manifestazioni di festa collegate saranno senza alcun dubbio annullate”. Confermati quindi gli incontri per i negoziati, la riunione dei leader durante il giorno inaugurale, in cui sono attesi ben 80 capi di stato e di governo e, infine, il meeting previsto per il 12 dicembre, in cui saranno celebrati i risultati della Conferenza. Tra i principali protagonisti, che hanno confermato la loro presenza troviamo: Barack Obama. Proprio il presidente degli Stati Uniti d’America è fermo assertore della lotta al surriscaldamento, su cui si basa gran parte della sua politica. Hollande rassicura il mondo, elogiando l’impegno dei leader mondiali affermando infatti che “vogliono esserci tutti, altrimenti sarebbe come piegarsi al terrorismo”. Infatti, Hollande parlando alla camera e al senato francesi riunitisi ha confermato che la Conferenza “non solo si terrà ma sarà un momento di speranza”.


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