Cop 21: anche i cacciatori parteciperanno alla marcia di Roma

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Le associazioni di cacciatori hanno deciso di aderire perché i cambiamenti climatici potrebbero avere gravi conseguenze anche sulle attività venatorie

Anche i cacciatori parteciperanno alla Marcia per il Clima, che si svolgerà domani a Roma. In particolare, oltre ai singoli cacciatori, hanno aderito associazioni come Federcaccia, Arci Caccia e ANUUMigratoristi, sotto lo slogan “Il Clima è il mio pallino“. Una delegazione di dirigenti delle tre Associazioni parteciperà al corteo per poi ritrovarsi allo Stand di Campagna Amica in Piazza Madonna di Loreto. I cacciatori, alla vigilia della conferenza sul Clima di Parigi, hanno deciso di partecipare al corteo per chiedere che:

– dalla COP21 di Parigi scaturisca un accordo equo, legalmente vincolante, che consenta di limitare il riscaldamento globale legato alle attività umane ben al di sotto di 2°C (possibilmente 1,5C) accelerando la transizione verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile;

– l’Accordo di Parigi ponga le basi per un mondo nel quale le attività umane non danneggino le fondamenta della vita, nel quale le risorse naturali vengano usate in modo sostenibile e vengano distribuite in modo equo, minimizzando gli “scarti” delle attività umane affinché non minino il funzionamento degli ecosistemi;

– l’Accordo di Parigi costituisca un impegno per il mondo ad agire insieme, in fretta e in modo efficace.

– l’Accordo di Parigi “sia equo, tenendo conto del principio delle responsabilità comuni, ma differenziate, e delle rispettive capacita’, alla luce delle diverse circostanze nazionali; il principio di equità va applicato anche all’interno dei Paesi, favorendo una giusta transizione che garantisca migliori opportunità alle popolazioni povere o impoverite e un futuro alle persone e alle comunità colpite dagli impatti del cambiamento climatico” e “sancisca il principio dell’equità intergenerazionale. Principio secondo il quale il pianeta sia consegnato alle generazioni future in condizioni non peggiori rispetto a quelle in cui lo abbiamo ereditato”.

“Essendo tra coloro che vivono, provano emozioni e passioni nelle campagne e nei boschi, continuano i cacciatori, ci sono ben note ed evidenti le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla natura e ci aspettiamo che l’accordo di Parigi consenta di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 2C, per impedire che:

1) le aree caratterizzate da condizioni climatiche favorevoli per una data specie selvatica si spostino, obbligandola a modificare la sua distribuzione geografica, in genere verso nord e verso le fasce altitudinali più elevate;

2)la sincronia tra periodo riproduttivo e disponibilità di cibo per molte specie migratrici venga alterata, che alcune specie cessino di migrare, altre modifichino la rotta, altre ancora si riproducano anticipatamente;

3) violenti temporali, estati torride e siccità possano uccidere gli animali per caldo, freddo, inondazioni e mancanza di cibo, con effetti negativi a livello di popolazione e di specie;

4) la diffusione di specie invasive e di agenti patogeni, favorite dai cambiamenti climatici, possano modificare sostanzialmente la struttura e la composizione delle comunità animali e vegetali;

5) l’adattamento delle comunità umane ai cambiamenti climatici comporti delle modifiche nella gestione dell’acqua, delle foreste, dei terreni agricoli e nell’uso del suolo creando ulteriori impatti sulle specie animali selvatiche.

Ci aspettiamo molto dalla COP21- concludono le associazioni venatorie – e auspichiamo una seria presa di consapevolezza e un atto di responsabilità da parte dei Governi dell’Europa affinché il benessere del pianeta venga tenuto nella debita considerazione, senza che ci siano più rinvii o mediazioni al ribasso”.