Cop21, Ban-Ki-Moon: “Il mutamento climatico minaccia la nostra esistenza”

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Conto alla rovescia per la Conferenza di Parigi, che anche Ban-Ki-Moon ritiene fondamentale per contenere i cambiamenti climatici

Mancano solo 5 giorni alla Conferenza sul clima di Parigi. Durante l’evento, i leader mondiali cercheranno di trovare un accordo che possa contenere i cambiamenti climatici. Di certo non poteva mancare l’opinione di Ban-Ki-Moon su questo tema tanto delicato quanto importante. “Prima di tutto, come ogni nonno, voglio che i miei nipoti possano vivere la bellezza e la grandiosita’ di un pianeta intatto e mi spaventano sempre piu’ le inondazioni, le siccita’ e gli incendi che stanno facendo sparire intere isole e numerose specie animali”. E chi non lo vorrebbe? Ogni giorno i ghiacciai si sciolgono, gli habitat mutano e diverse specie scompaiono. “Come massimo rappresentate delle Nazioni Unite – prosegue – ho dichiarato prioritaria la lotta contro il mutamento climatico: il cambiamento climatico non ha confini. Le emissioni di un qualsiasi paese vanno ad aggravare il problema globale. Il mutamento climatico e’ ovunque una minaccia per la vita e per la nostra esistenza: mette a rischio la stabilita’ economica e la sicurezza dei paesi. Solo attraverso le Nazioni Unite possiamo dare una risposta comune a questo decisivo tema globale”.

paris-climateDi certo, non sembra essere facile trovare un accordo. Molti paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo, non sembrano disposti ad adottare misure che possano limitare le emissioni di gas a effetto serra nè sembrano essere disposti ad accettare nessun vincolo finanziario. Gli stessi cittadini, nonostante si stiano mobilitando in tutto il mondo partecipando alla Marcia globale per il clima, prevista per il 29 novembre, sono convinti che raggiungere un accordo sarà difficile, se non impossibile. E’ anche vero, che non si può trascurare l’impegno di molti Paesi, come Stati Uniti e Cina, che diversi anni fa avevano deciso di non adottare le misure previste dal Protocollo di Kyoto. “Il processo negoziale e’ stato difficile, ma stiamo vedendo i primi risultati: piu’ di 166 Stati hanno recepito l’appello dell’Onu. Questi paesi rappresentano piu’ del 90 per cento delle emissioni globali e hanno gia’ deciso importanti piani climatici nazionali. Se questi progetti nazionali verranno applicati in modo efficace, entro la fine del secolo l’aumento delle temperature potrebbe essere limitato a tre gradi Celsius. Questo rappresenterebbe un grande passo avanti ma non basta”. Infine, conclude Ban-Ki-Moon “la sfida consiste nell’andare oltre e ridurre piu’ velocemente le emissioni globali in modo tale da mantenere il riscaldamento globale sotto i due gradi Celsius”.