Cop21, Galletti: “l’Italia sarà in prima linea a Parigi”

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Il ministro Galletti conferma che l’Italia sarà in prima linea alla Conferenza sul clima di Parigi

Tra quattro giorni avrà inizio la Conferenza sul clima di Parigi, il summit ONU che raccoglierà i leader mondiali di oltre 150 Paesi. Il ministro dell’Ambiente italiano, Gianluca Galletti rassicura tutti: l’Italia sarà in prima linea. Lo conferma durante un dibattito svoltosi nell’Aula di Montecitorio, che ha approvato una risoluzione della maggioranza, che ha invece visto l’astensione del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Italiana. Fondamentale, per il ministro, non è solo la decisione di Parigi di confermare l’evento, ma anche la volontà di alcuni capi di Stato di presenziare nonostante siano in conflitto gli uni con gli altri. Galletti sottolinea che “siamo nella direzione giusta anche per gli impegni di riduzione delle emissioni al 2020”, non solo è necessario “un accordo inclusivo che definisca una governance dei mutamenti climatici robusta e chiara” e che “soprattutto non consenta passi indietro”. Non solo, Galletti ha dichiarato “che stiamo predisponendo un apposito capitolo di spesa che tenga conto dei nuovi impegni e individua degli strumenti adeguati per raggiungerli”. Galletti precisa che, l’Italia richiederà di abbassare la soglia di contenimento delle temperature a 1,5° C. Il Movimento 5 Stelle, non condivide in pieno il discorso del ministro. Infatti, condivide il senso delle parole, ma queste, attualmente, sono solo parole. Niente di più e continuano dichiarando che “abbiamo piu’ di un dubbio sul fatto che questo governo abbia una visione reale del problema dato che le parole del ministro non sono mai tradotte in realta’ dalle politiche adottate dal governo. Sblocca Italia, sospensione degli incentivi alle energie rinnovabili, mancata discussione della legge sul consumo di suolo sono l’ennesima riprova di come agli slogan del governo non seguano mai i fatti”. E’ necessario promuovere un accordo, che preveda un controllo continuo del rispetto degli obbiettivi e che, preveda quindi una formula diversa rispetto al Protocollo di Kyoto. Non solo è necessario prevedere delle politiche industriali che possano sostenere questo impegno.