In vista della Conferenza di Parigi, la comunità scientifica mondiale ha richiesto ai leader mondiali di mobilitare la società civile per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici
Il 30 Novembre avrà inizio la Conferenza sul clima di Parigi, che riunirà i governi mondiali impegnati a scegliere misure in grado di poter limitare le conseguenze dei cambiamenti climatici. La comunità scientifica internazionale ha allora deciso di inviare una lettera ai leader mondiali. Tra i firmatari vi sono oltre 2.200 accademici di oltre 80 nazioni. Tra i più importanti figurano il linguista Noam Chomsky e il filosofo Peter Singer. La lettera spiega che per gli scienziati “sembra improbabile che la comunita’ internazionale raggiunga le riduzioni dei gas serra necessarie” a contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi”. “Al momento, anche se i Paesi rispetteranno gli impegni non vincolanti sul taglio della CO2, saremo ancora sulla strada per raggiungere un aumento della temperatura di tre gradi entro la fine del secolo”. “Qualsiasi sacrificio necessario per ridurre le emissioni e’ di gran lunga oscurato dalle catastrofi cui probabilmente andremo incontro se non interveniamo: estinzioni di specie e perdite di ecosistemi, crescente vulnerabilita’ alle tempeste e intensita’ delle precipitazioni, piu’ morti e malattie legate al clima, piu’ rifugiati climatici, meno sicurezza alimentare e piu’ conflitti aggravati da questi fattori”. Per la comunità scientifica, inoltre, “i nostri leader dovrebbero dar vita a una mobilitazione mondiale, a tutti i livelli della societa’, per limitare il riscaldamento globale a non piu’ di 1,5 gradi”


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