Cop21, Obama: “nessuna nazione e’ immune dal cambiamento climatico”

MeteoWeb

Ha avuto inizio la Conferenza del clima di Parigi ed il presidente Obama conferma la linea ferma e decisa di contrasto ai cambiamenti climatici assunta dagli USA

Il 13 novembre 2015, la città di Parigi è stata scenario di terribili attentati terroristici, che hanno causato la morte di 130 persone. Nonostante questo, il governo francese ha confermato la Conferenza del clima, che ha avuto inizio oggi. La Cop21 ha l’obbiettivo di contrastare i cambiamenti climatici contenendo l’aumento delle temperature tra gli 1,5 e i 2°C. Alla cerimonia di apertura hanno partecipato tutti i leader mondiali qui riuniti, tra questi Barack Obama. La presenza del presidente americano è importante e segna una svolta nella tematica ambientale, soprattutto perché gli Stati Uniti d’America, infatti, sono tra i primi Paesi ad emettere più CO2 al mondo. Obama complimentandosi con Hollande per aver mantenuto la Conferenza ha dichiarato che questo è “un atto di sfida che prova che niente ci distogliera’ dal costruire il futuro che vogliamo per i nostri figli”. Obama sottolinea l’impegno degli USA a combattere i cambiamenti climatici. Le affermazioni riportate mostrano quanto sia cambiato l’atteggiamento americano, che in passato decise di non adottare le misure previste dal protocollo di Kyoto. “Gli Stati Uniti, come economia mondiale e come secondo maggior emettitore di gas serra, riconoscono il proprio ruolo nel riscaldamento globale e si assumono la responsabilità di fare qualcosa per contrastarlo”. Il presidente americano continua dichiarando che “uno dei nemici da combattere e’ il cinismo, cioe’ che non possiamo fare niente contro i cambiamenti climatici”. “Nessuna nazione e’ immune dal cambiamento climatico” e per questo “dobbiamo avere qui, adesso, il potere di cambiare”. La lotta ai cambiamenti climatici comporta investire su energie rinnovabili e tecnologie innovative. Non tutti gli Stati hanno la possibilità economica di affrontare questa lotta.

LaPresse/MaxPPP
LaPresse/MaxPPP

Per questo motivo, tra gli obbiettivi della Cop21 vi è la volontà di creare un fondo in cui versare annualmente un contributo economico, oltre la possibilità di dare aiuto e sostegno a questi da parte di Paesi sviluppati. A tal proposito, Obama ha dichiarato che “abbiamo migliorato la crescita economica preservando l’ambiente, le due cose possono andare insieme e questo deve darci speranza”. “Qui a Parigi confermiamo il nostro impegno – continua Obama – per sostenere i Paesi che decidono di saltare la ‘parte sporca’ del loro sviluppo”. Ovviamente riuscire a contrastare i cambiamenti climatici è complicato e difficile e per quanto questi saranno limitati non saranno eliminati. Molti ecosistemi e molte specie animali scompariranno, ma è possibile riuscire a contenere i danni. Infatti, lo stesso Obama spiega che “la crescente minaccia del cambiamento climatico può definire i contorni di questo secolo molto più di qualsiasi altro problema. Questo può essere il punto di svolta. Quattordici dei 15 anni più caldi sono stati registrati dal 2000 e il 2015 potrebbe diventare il più caldo. Nessun Paese è immune. Io ho visto con i miei occhi gli effetti del cambiamento climatico in Alaska. Noi siamo la prima generazione a subire l’impatto del cambiamento climatico e l’ultima a poter fare qualcosa”. Il presidente americano commenta velatamente anche la posizione dell’India, che non è intenzionata ad eliminare il carbon fossile colpevolizzando i paesi più industrializzati a voler adottare una pratica, che minerebbe solo ed esclusivamente allo sviluppo economico dei Paesi in via di sviluppo. “Conosciamo la verità: molte nazioni hanno contribuito poco al cambiamento climatico ma saranno le prime a subirne gli effetti distruttivi. Per alcune, è una minaccia alla loro esistenza”. “Più di 180 Paesi, che rappresentano quasi il 95% delle emissioni globali, hanno fissato i loro obiettivi sul clima. Noi abbiamo investito nelle energie pulite, abbiamo limitato l’inquinamento delle nostre centrali elettriche; i progressi fatti ci hanno permesso di ridurre l’inquinamento da carbonio al livello più basso degli ultimi 20 anni, ma non è solo una tendenza americana”.