Tra tre giorni avrà inizio la Conferenza del clima di Parigi, anche il Papa ha voluto ricordare quanto sia importante adottare misure che possano contenere i cambiamenti climatici
Tra tre giorni avrà inizio la Conferenza del clima di Parigi. Anche il Papa ha voluto commentare tale evento, durante la sua visita a Nairobi, dichiarando che ” fra pochi giorni inizierà a Parigi una riunione importante sul cambiamento climatico, in cui la comunità internazionale in quanto tale affronterà nuovamente questa problematica. Sarebbe triste e, oserei dire, perfino catastrofico che gli interessi privati prevalessero sul bene comune e arrivassero a manipolare le informazioni per proteggere i loro progetti”. “In questo contesto internazionale, nel quale si pone l’alternativa che non possiamo ignorare, se cioè migliorare o distruggere l’ambiente ogni iniziativa intrapresa in tal senso, piccola o grande, individuale o collettiva, per prendersi cura del creato, indica la strada sicura per una `creatività generosa e dignitosa, che mostra il meglio dell’essere umano'”. Il Papa, nel suo discorso ha anche citato la Laudato si’. “Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti; i cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità” è necessario “integrare una prospettiva sociale che tenga conto dei diritti fondamentali dei più svantaggiati”.Infatti “l’abuso e la distruzione dell’ambiente, allo stesso tempo, sono associati ad un inarrestabile processo di esclusione”.

“La COP21 è un passo importante nel processo di sviluppo di un nuovo sistema energetico che dipenda al minimo da combustibili fossili, punti all’efficienza energetica e si basi sull’uso di energia a basso o nullo contenuto di carbonio. Ci troviamo di fronte al grande impegno politico ed economico di reimpostare e correggere le disfunzioni e le distorsioni del modello di sviluppo attuale. L’accordo di Parigi può dare un segnale chiaro in questa direzione, a condizione che, come ho avuto occasione di dire davanti all’Assemblea Generale dell’ONU, evitiamo `qualsiasi tentazione di cadere in un nominalismo declamatorio con effetto tranquillizzante sulle coscienze. Dobbiamo aver cura che le nostre istituzioni siano realmente efficaci’. Per questo spero che la COP21 porti a concludere un accordo globale e `trasformatore’, basato sui principi di solidarietà, giustizia, equità e partecipazione, e orienti al raggiungimento di tre obiettivi, complessi e al tempo stesso interdipendenti: la riduzione dell’impatto dei cambiamenti climatici, la lotta contro la povertà e il rispetto della dignità umana”. “Nonostante molte difficoltà si sta affermando `la tendenza a concepire il pianeta come patria e l’umanità come popolo che abita una casa comune'”. “Nessun paese `può agire al di fuori di una responsabilità comune. Se vogliamo davvero un cambiamento positivo, dobbiamo accettare umilmente la nostra interdipendenza, cioè la nostra sana interdipendenza’. Ricordando anche quanto detto in Bolivia, dichiara che “il problema sorge quando crediamo che l’interdipendenza sia sinonimo di imposizione o sottomissione di alcuni in funzione degli interessi degli altri. Del più debole in funzione del più forte. E’ necessario un dialogo sincero e aperto, con la collaborazione responsabile di tutti: autorità politiche, comunità scientifica, imprese e società civile. Non mancano esempi positivi che ci mostrano come una vera collaborazione tra la politica, la scienza e l’economia è in grado di ottenere risultati importanti”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?