Il frequente lamentarsi della propria memoria o per una svista, non sarebbe solo un segno irrimediabile del tempo, ma potrebbe portare a una diagnosi precoce e al rischio futuro di demenza e deficit cognitivi
Dimenticare le cose o sostenere spesso di non avere più la memoria di un tempo, possono essere sintomi precoci di disturbi cognitivi o mancanza senile, già 20 anni prima che queste si manifestino. A rivelarlo è stato uno studio pubblicato sulla rivista Neurology, che ha visto coinvolte donne di un’età media di 70 anni tutte sane all’inizio delle sperimentazione, e che è stato condotto da Allison Kaup, della University of California San Francisco. Il frequente lamentarsi della propria memoria o per una svista, dunque, non sarebbe solo un segno irrimediabile del tempo, ma potrebbe portare a una diagnosi precoce e al rischio futuro di demenza e deficit cognitivi. Nel corso della ricerca i medici hanno visitato le donne ogni anno ripetendo loro sempre la stessa domanda: ”ti sembra di avere più problemi di memoria rispetto al passato”. Dopo quasi 20 anni di osservazione gli studiosi hanno rilevato in alcune partecipanti segni di deficit cognitivi o demenza, e si trattava proprio delle donne che negli anni si erano più volte lamentate della loro memoria, magari con semplici espressioni tipo “purtroppo non ricordo più le cose come quando ero giovane“.


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