Dopo la vicenda del leone Cecil la Francia scende in campo a favore degli animali

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La storia del leone Cecil , ucciso all’interno del Parco protetto dello Zimbabwe, ha suscitato un notevole clamore in tutto il mondo e dopo quattro mesi dall’uccisione, rimasta peraltro impunita, la Francia decide di vietare l’importazione di trofei di caccia di leone da tutto il Paese

Tutti ricorderanno la triste storia del leone Cecil , simbolo della riserva naturale di Hwange, ucciso barbaramente nel parco dello Zimbabwe  da un dentista del Minnesota,  David Palmer, rimasto impunito dalla legge, perché, stante quanto dichiarato dallo  Zimbabwe , al momento dell’uccisione dell’esemplare animale, aveva tutte le carte in regola per eseguire la battuta di caccia.

leoneUn delitto impune che ha innalzato innumerevoli malumori e disapprovazioni da parte dell’opinione pubblica, oltre che dagli animalisti, suscitando sentimenti di sdegno e biasimo non indifferenti.

Ma la Francia, rispetto agli altri Paesi,  ha fatto sentire la sua possente eco di protesta in maniera più franca e risolutiva, e infatti , dopo quattro mesi dell’uccisione, ha drasticamente vietato  l’importazione di “trofei” di caccia di leone dal Paese.

Se'gole'ne Royal
Se’gole’ne Royal

Il Ministro dell’Ambiente francese, Se’gole’ne Royal, in una lettera aperta indirizzata alla Fondazione animalista Brigitte Bardot, ha esternato il suo netto disaccordo e il suo sentito dispiacere per la triste storia che ha irrimediabilmente macchiato lo Zimbabwe e ha pubblicamente dichiarato che saranno effettuati controlli più serrati per quanto riguarda i “trofei” di caccia delle altre specie animale limitandone così drasticamente l’uso,  e ha inoltre asserito che esporrà l’intricata situazione al cospetto dell’Unione Europea, al fine di trovare una soluzione esauriente che tuteli l’incolumità dei leoni e delle altre specie animale.