Ecoturismo: i rischi spiegati dagli esperti

L’Ecoturismo non fa bene alla natura: gli esperti spiegano il perchè

Viaggiare riempie la vita e da qualche tempo sta prendendo forma una nuova metodologia di viaggio che pone in primo piano la crescita economica delle aree visitate.

Si tratta dell’ Ecoturismo; i viaggiatori, infatti, seguendo itinerari consigliati, scoprono meraviglie naturali sorprendenti da un lato, e dall’altro aiutano ad accrescere l’economia di quel determinato posto che necessita di sostegno e denaro. I turisti infatti, hanno la consapevolezza che i loro soldi saranno destinati alla tutela del patrimonio artistico e naturale appena conosciuto e contribuiscono alla crescita e alla sussistenza della popolazione locale. Possiamo decisamente affermare che è un nuovo modo di viaggiare in maniera responsabile e solidale. Uno fra tanti, Progetto Natura, ad esempio, contribuisce a coinvolgere la popolazione autoctona nelle attività organizzate per i viaggiatori, instaurando un rapporto di duplice fiducia e stretta confidenza tra i turisti e le persone del posto, creando un connubio di culture diverse perfetto.

ecoturismo2L’Ecoturismo sta man mano diventando una realtà sempre più tangibile , ma gli ultimi studi effettuati dai ricercatori dell‘University of California di Los Angeles hanno ribaltato la situazione: pare infatti che gli ecoturisti non facciano altro che apportare ingenti danni alla fauna e alle aree protette. La colpa primaria sarebbe da additare all’eccessivo numero dei turisti che intraprendono questa metodologia di viaggio che raggiunge cifre esponenziali e mette a repentaglio le abitudini di vita degli animali, che distratti dal continuo flusso dei viaggiatori, si distrarrebbero troppo  diventando facilmente vittime di predatori e altre specie.

ecoturismo3I dati più recenti indicano che le aree protette del pianeta oggi ricevono circa 8 miliardi di turisti ogni anno“, spiega Daniel Blumstein, uno dei ricercatori che hanno realizzato l’analisi. “È come se ogni essere umano che abita il pianeta visitasse le aree protette almeno un volta l’anno, e anche qualcosa di più. Questa enorme quantità di turismo naturalistico e di ecoturismo può senz’altro essere aggiunto alla lunga lista di rapidi cambiamenti ambientali prodotti dall’attività umana”.

Quando gli animali hanno interazioni frequenti con gli esseri umani possono abbassare la guardia, possono diventare troppo coraggiosi  e se questo coraggio, questa mancanza di paura, permane anche quando interagiscono con i loro predatori naturali, si corre il rischio che la mortalità di queste specie aumenti drasticamente”.

La Presse/Xinhua
La Presse/Xinhua

Un’arma a doppio taglio insomma, che invece di salvaguardare flora e fauna, andrebbe a minarle ulteriormente. In effetti è stato largamente dimostrato come le specie animali, una volta messe in contatto con l’uomo, si addolciscano drasticamente , diventando molto più docili e meno attivi nel rispondere agli attacchi esterni.

I ricercatori restano ancorati alle loro idee e ribadiscono che “Anche la più piccola influenza umana può modificare il comportamento di una specie, e il ruolo che questa gioca all’interno di un ecosistema“.