Fotografato per la prima volta il replisoma, la macchina fotocopiatrice del DNA

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Un team di ricercatori è riuscito a fotografare per la prima volta il replisoma eucariotico, la macchina fotocopiatrice del DNA

Una nuova scoperta sconvolge la comunità scientifica. Infatti, un team di ricercatori è riuscito a fotografare per la prima volta il replisoma, che permette di comprendere l’architettura molecolare del Dna. La scoperta ha rivelato che la struttura finora immaginata, non è quello rappresentata negli ultimi anni dai manuali scientifici. Il replisoma altro non è che la macchina fotocopiatrice del Dna. Questa funzione è essenziale per la vita, come è spiegato dagli esperti americani della Rockfeller University, del Brookhaven National Laboratory e della Stony Brook University che hanno firmato lo studio recentemente pubblicato su ‘Nature Structural and Molecular Biology’. Le immagini stanno rivoluzionando tutte le ipotesi scientifiche formulate fino ad ora, ma rimangono ancora sconosciuti i meccanismi di base del replisoma. L’autore della ricerca Michael O’Donnell ha sottolineato che, tale meccanismo è presente in tutti gli organismi eucarioti, il cui gruppo comprende anche gli umani.

162557267-b838c39d-2f9a-40ff-a00d-bda4261efaa2Fino ad ora, il replisoma era stato lungamente analizzato su batteri unicellulari. Lo studio, durato 15 anni, ha rivelato oltre 30 meccanismi diversi. Nonostante gli studi e le scoperte che si sono susseguite, nessuno era riuscito a comprendere come ogni singola parte fosse incastrata e formasse il replisoma. La ricostruzione è avvenuta esaminando ogni pezzo al microscopio elettronico. Le immagini ottenute dall’analisi sono così le prime mai realizzate finora di un replisoma completo. Queste hanno mostrato come l’elica del Dna abbia due filamenti, duplicati dal Dna- polimerasi, un enzima che crea molecole di Dna accoppiando singoli nucleotidi con i rispettivi partner. Presente e fondamentale nel replisoma è l’elicasi, che ha l’obbiettivo di separare il Dna in due singoli filamenti, preparandolo così alla replicazione di questi. La ricerca ha portato gli autori a comprendere il ruolo degli enzimi, ma rimane ancora ignoto il motivo per cui il replisoma eucariotico abbia sviluppato questa struttura. “Le modifiche ai nucleosomi trasportano informazioni epigenetiche che istruiscono le cellule a diventare – spiega O’Donnell – i diversi tessuti del corpo, dal cuore al cervello e altri organi durante lo sviluppo embrionale. Le interazioni potrebbero svolgere un ruolo nell’assegnazione di diverse identità epigenetiche alle due nuove ‘cellule figlie’ dopo la divisione cellulare. Un passaggio- conclude – che le mette in grado di formare organi diversi durante lo sviluppo di un animale pluricellulare”.