Furiosa tempesta di libeccio tra la Corsica e il Tirreno: raffiche di 190 km/h a Capo Caccia, oltre 150 km/h a Gorgona

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Una autentica tempesta di libeccio e ponente spazza la Corsica e il Tirreno, impressionanti i 190 km/h toccati a Capo Corso

Come prognosticato da diversi giorni l’affondo del vortice polare fino al cuore dell’Europa centro-occidentale è stato in grado di sradicare il promontorio anticiclonico sub-tropicale posizionato da giorni sul bacino del Mediterraneo. L’anticiclone dinamico, costretto alla ritirata verso l’Atlantico portoghese, ha favorito, a partire dal pomeriggio di ieri, un consistente inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra le Isole Britanniche, la Francia e il Mediterraneo centrale, con una notevole differenza di pressione fra le Alpi e le coste nord africane. Questo fitto addensamento di isobare sopra i mari italiani ha determinato una conseguente intensificazione della ventilazione da SO e O-SO, che si è attivata lungo il margine più meridionale della saccatura, in ingresso sul bacino del Mediterraneo. Nel frattempo il robusto promontorio anticiclonico oceanico, rafforzandosi ulteriormente sul vicino Atlantico orientale, si è contrapposto con le isobare piuttosto strette, facenti capo alla depressione a carattere freddo, in azione con un minimo barico centrato sopra l’Estonia.

EUMETSAT_MSG_RGB-12-12-9i-segment14La circolazione depressionaria a carattere freddo, scivolando velocemente di latitudine fino all’Europa centrale, ha cominciato ad interagire con la barriera alpina. A contatto con le Alpi la profonda depressione di origine polare subirà un vero e proprio “split” orografico, con il contemporaneo isolamento di un profondo minimo depressionario “derivato” sottovento, sul Golfo di Genova, molto profondo, sui 986 hpa, che ha contribuito ad inspessire considerevolmente il “gradiente barico orizzontale” sul bacino centrale del Mediterraneo. La contrapposizione fra le opposte figure bariche dinamiche ha prodotto una significativa compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il Tirreno e l’Italia settentrionale, causando un forte squilibrio barometrico fra la costa nord-africana e l’Italia settentrionale.

34Questo forte “gradiente barico orizzontale” che si è scavato attorno i mari italiani, fra le Alpi e la Sicilia, acuito ulteriormente dalla spinta di masse d’aria sempre più fredde, di origini polari marittime, in sfondamento dal Rodano, che a loro volta causano un aumento della pressione barometrica fra la Spagna e il mare delle Baleari, ha agevolato l’innesco di una impetuosa ventilazione da O-SO e SO, che dalla porta di Carcassonne e dal Golfo del Leone, attraverso il mare di Corsica e il mar di Sardegna, si è propagata a tutto il Tirreno e il mar Ligure a largo, spingendosi fino alle coste di Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, tramite forti venti di libeccio che hanno sollevato un imponente moto ondoso, formando onde di “mare vivo” che hanno raggiunto i 4.0-5.0 metri di altezza, ma con “Run-Up” ben superiori in mare aperto.

08Già dalla serata e dalla nottata di ieri le prime forti burrasche da O-SO hanno spazzato dapprima la Corsica, con raffiche molto forti che nei punti maggiormente esposti nelle fasi clou hanno toccato i 130-140 km/h, per propagarsi al basso mar Ligure, all’isola di Gorgona e alle coste della Toscana, fra carrarese e livornese, dove in nottata sono subentrate dal mare forti burrasche da SO e O-SO. In particolare sul livornese, pistoiese, massese e pisano, dove il libeccio ha superato la soglia d’attenzione, con picchi davvero molto elevati, di oltre 80-90 km/h nei punti più esposti della fascia costiera, specie nel livornese. Ma raffiche molto forti, in grado di lambire picchi estremi fino ad oltre 90-100 km/h ed oltre nella fase clou, si sono misurate anche lungo l’Arcipelago Toscano. Durante la fase clou però, una raffica di picco davvero sorprendente, di ben 150 km/h, è stata registrata dalla stazione meteorologica della Gorgona, poche ore prima del passaggio del fronte freddo. Questa raffica, di ben 150 km/h, rappresenta uno dei valori più alti finora registrati da una stazione a bassa quota sul territorio italiano.

v10m_007Nel corso della nottata, nella fase più acuta delle burrasche fra mar di Corsica e mar Ligure, le già intense burrasche di vento, da O-SO, sono state rese ancora più violente dal rapido crollo dei valori barici nei bassi strati in tutto il bacino centrale del Mediterraneo. Difatti, proprio sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, oltre al noto vento di “gradiente”, si è sommato il cosiddetto vento “isallobarico” che è generato da una rapida caduta di pressione su un’area più o meno vasta, a seguito del passaggio ravvicinato di una profonda ciclogenesi. Il vento “isallobarico” agisce come una sorta di grande onda atmosferica che permette alle masse d’aria di spostarsi il più rapidamente possibile da un’area di alta pressione a un’altra di bassa pressione limitrofa.

16Sommandosi al vento di “gradiente” esso può dare origini a autentiche tempeste di vento che alle volte possono divenire anche violente (più di quanto previsto dai modelli), in grado quindi di arrecare danni molto considerevoli a strutture e infrastrutture. Proprio le coste corse settentrionali, durante l’irrompere delle tempeste da O-SO e Ovest dal Golfo del Leone, sono state letteralmente spazzate da venti di uragani che nei tratti costieri maggiormente esposti hanno lambito i 140-150 km/h. Venti cosi violenti da riuscire a sradicare decine di alberi e scoperchiare i tetti di intere abitazioni, per spingerli a centinaia di metri di distanza. Tra le varie stazioni a livello del mare, o poco sopra, che hanno registrato raffiche over 150 km/h troviamo la mitica Capo Corso che ha archiviato un picco di raffica davvero impressionante, di ben 190 km/h da Ovest. Nei bassi strati simili valori si saranno toccati o avvicinati solo all’interno delle Bocche di Bonifacio, altro punto solitamente tempestoso al variare del campo barico fra mar di Corsica e medio Tirreno.

wind10m_A_web_38Pur attenuandosi gradualmente la libecciata dovrebbe proseguire fino alla tarda serata di oggi. Dalla giornata di domani, con la traslazione dei massimi di “gradiente barico orizzontale” in prossimità del medio Tirreno, le intense burrasche da O-SO e Ovest interesseranno in maniera più diretta il Lazio, le coste della Campania, la Basilicata e la Calabria tirrenica, specie il cosentino, e le coste della Sicilia settentrionale, dove si potranno misurare picchi di oltre i 70-80 km/h, maggiormente probabili lungo le coste campane. Solo dal pomeriggio di domenica l’intensa ventilazione occidentale andrà ad attenuarsi su tutti i mari, scivolando al di sotto della soglia d’attenzione per l’allentamento del “gradiente barico orizzontale”.

21Grosse mareggiate in atto lungo i litorali tirrenici con onde alte fino a 6.0 metri

La presenza di un “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) molto ampio, esteso dalle Baleari fino al Tirreno, ha favorito lo sviluppo di un moto ondoso molto consistente fra il mare di Corsica, il mare di Sardegna, il basso mar Ligure ed il Tirreno, direttamente esposti alle burrasche da O-SO e Ovest.

swh_A_web_38Le forti burrasche con rinforzi di tempesta da O-SO e Ovest che stanno sferzando il mare di Corsica e il mare di Sardegna, con venti davvero molto forti in mare aperto, sta sviluppando ondate di “mare vivo” veramente alte, fino a più di 5.0 metri, ma con “Run-Up” che davanti le coste della Corsica occidentale e settentrionale in mattinata hanno superato i 6.0 metri. Parte di queste grosse onde di “mare vivo” create dalle forti burrasche di ponente e libeccio, attive fra il Golfo del Leone e Capo Corso, nel corso della mattinata si spinte al settore più meridionale del mar Ligure e su parte dell’alto Tirreno, dirigendosi verso le coste del livornese, pisano e del massese, rompendosi con grande impeto, con spettacolari mareggiate da O-SO che come era facilmente prevedibile hanno arrecato anche dei danni nei tratti esposti all’erosione costiera.

mareggiate (27)In particolare il tratto di costa da Vada fino alla Versilia, dove sono sopraggiunti i “Run-Up”, con picchi di oltre 5.0-6.0 metri. Ma mareggiate di moderata intensità già in queste ore si estenderanno anche alle coste del Tirreno centro-meridionale dove i forti venti da O-SO e Ovest genereranno importanti onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 3.0-4.0 metri di altezza nel tratto di mare antistante le coste della Campania e del Lazio. Queste ondate entreranno come onde lunghe anche all’interno del Golfo di Napoli, creando notevoli difficoltà ai collegamenti marittimi con le isole minori.

timthumbQueste ondate, piuttosto alte, si dirigeranno verso i litorali della bassa Toscana, del Lazio e della Campania, attivando su questi mareggiate di debole e moderata intensità che potranno arrecare anche dei danni nei tratti soggetti al fenomeno dell’erosione. Le mareggiate dovrebbero prolungarsi fino alla serata di domani, con una consistente onda lunga da O-SO e Ovest di scaduta, sui 2.5-3.0 metri, che investirà soprattutto le coste del Lazio meridionale, quelle della Campania e della Calabria tirrenica.