Giordania: viaggio a Petra, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco [FOTO]

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Sito archeologico tra i più importanti del Medio Oriente, Petra era la capitale del regno dei Nabatei. Riscoperta da Joham Ludwig Burckhardt, divenne oggetto di scavi che hanno portato alla luce monumenti storico-archeologici dal fascino unico

Il cuore della Giordania è Petra, situata 250 km a sud di Amman, in un bacino tra le montagne a est del Wadi Araba, la grande valle che si estende dal Mar Morto fino al Golfo di Aqaba. Si tratta di un luogo spettacolare, non a caso annoverato tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità dall’Unesco. Petra, sito archeologico tra i più importanti del Medio Oriente, era la capitale del regno dei Nabatei, il popolo che l’ha abitata e resa viva, nonostante le avverse condizioni climatiche ed orografiche. Le forti piogge, infatti, minacciavano quei luoghi con inondazioni frequenti, fino alla risistemazione dei canali. Petra, nota sin dall’antichità, nell’VIII secolo venne abbandonata in seguito alla decadenza dei commerci e a catastrofi naturali e, benchè le cavità abbiano ospitato famiglie beduine fino ad anni recenti, cadde nel dimenticatoio fino all’epoca moderna. S Riscoperta da Joham Ludwig Burckhardt nel 1812, Petra divenne oggetto di scavi, soprattutto da parte di spedizioni svizzere e francesi, che continuano a riportare alla luce grandi quantità di antiche strutture della città dal fascino unico, tanto che è stata definita “una delle Sette meraviglie del mondo moderno”. La città, scolpita nella roccia, conosciuta come “Città rosa”, si chiamava in semitico Reqem o Raqmu, “La variopinta”e questo nome è attestato anche nei manoscritti di Qumran. L’intero sito archeologico di Petra si estende per ben 264.000 metri quadrati edè composto da diversi elementi di origine nabatea, come templi, tombe e il teatro; ed altri di origne romana (Chiese e la strada colonnata). Suggestivo il Palazzo del tesoro del faraone; monumento simbolo della città, che si svela all’improvviso, per la sua imponenza. Da ricerche archeologiche è emerso che i Nabatei lavorarono le pietre, appesi a rudimentali carrucole, realizzando, a partire dall’alto, non solo la facciata, alta 43 metri e larga 30 metri, ma anche colonne, statue, rientranze, per poi scavare e modellare gli interni. Secondo alcuni archeologi, il Palazzo del tesoro era un tempio; secondo altri un archivio; fatto sta che scavi recenti hanno portato alla luce un cimitero sotto la sua pianta. La denominazione “Palazzo del tesoro” è dovuta alla leggenda secondo la quale un faraone nascose il suo tesoro nell’urna della facciata durante la guerra contro gli Israeliti. L’interno è strutturato in un ambiente unico, con una piccola rientranza laterale, forse adibito ad una tomba monumentale. L’antico ingresso principale che porta alla città di Petra è il Siq, canale nella roccia alto 80 metri; una sorta di canyon che consentiva il passaggio carovanico alla città lungo il suo percorso di ben 1600 metri, in cui sono stati scoperti locali sotterranei, forse rifugi per le guardie a difesa della città. Sbalorditivo il sistema di ingegneria idraulica adottato dai Nabatei per non rimanere senz’acqua e per rifornire, al contempo, tutti gli abitanti del luogo. Fin dalla strada che porta al Palazzo del tesoro, si notano i canali scavati nella roccia per la raccolta di acqua piovana. L’acqua veniva convogliata in decine di cisterne sotterranee che rifornivano non solo i Nabatei ma davano da bere agli animali e irrigavano le coltivazioni a terrazzamenti. Le vie laterali al Palazzo del tesoro sono piene di monumenti molto suggestivi: l’anfiteatro con circa 3000 posti, la necropolim tra cui la Tomba dell’Urna, detta anche “del tribunale”, la Tomba della Seta e la Tomba del Palazzo, una delle più maestose. Sulla via Wadi Musa si arriva ad una strada lastricata con colonne laterali di origine romana, dove si svolgevano mercati e vi erano negozi e botteghe, si trova la Porta di Traiano. Infine, il Monastero, così chiamato per il riutilizzo che ne fecero alcuni eremiti, somiglia molto al Palazzo del Tesoro, pur essendo più esteso.