Golden Record: il messaggio della Nasa per gli alieni

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Nel 1977 la NASA ha lanciato due sonde nello spazio contenenti un oggetto importante: il Golden Record, in cui sono registrate foto, musica e messaggi che vogliono spiegare ad eventuali alieni chi sono gli esseri umani

E se un giorno gli alieni si chiedessero chi sono gli abitanti della Terra, cosa dovrebbero fare per saperlo? Invadere il nostro Pianeta, come nei migliori film fantascientifici, potrebbe essere una soluzione non molto carina, nei nostri confronti. Allora la NASA ha trovato un’alternativa: nel 1977 ha lanciato nello spazio due sonde. Voyager 1 e Voyager 2, che hanno il “romantico” scopo di vagare nello Spazio inviando informazioni alla Terra e, soprattutto, trasportare il Golden Record, ovvero un disco per grammofono registrato e placcato in oro contenente suoni e immagini della Terra. Le due sonde, ad oggi, sono entrambe ancora in funzione e nel 2012 Voyager 1 ha persino superato i confini del Sistema Solare.

Il Golden Record contiene: un messaggio di saluto registrato in 50 lingue; una raccolta di suoni tipici del nostro Pianeta, dalla natura al treno; un’ora e mezza di musica; un messaggio dell’allora presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, che spiega chi siamo, dove e some viviamo; e infine 116 immagini della Terra, in formato analogico, in bianco e nero. All’epoca si decise di non inserire, tra le foto, immagini di guerre, povertà, carestie, ideologie o religioni.

Ecco un estratto della lettera scritta da Carter: “Questo è un regalo da un piccolo mondo lontano, un frammento dei nostri suoni, della nostra scienza, delle nostre immagini, della nostra musica, dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti. Stiamo cercando di sopravvivere al nostro tempo, così da poter vivere fino al vostro. Speriamo un giorno di poter aver risolto i problemi che abbiamo e di raggiungere una comunità di civiltà galattiche. Questo estratto rappresenta la nostra speranza, la nostra determinazione e le nostre buone intenzioni in un immenso e meraviglioso universo“.