I clandestini non sono una minaccia per la salute degli europei: in realtà sono loro i più a rischio

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Gli esperti: immigrati a rischio malattie per poca igiene e arrivo dell’inverno

I rifugiati, migranti e clandestini in arrivo in Europa non sono una minaccia per la salute degli abitanti dell’Ue, ma sono loro ad essere a rischio di contrarre malattie infettive a causa dell’abbassarsi delle temperature, il sovraffollamento e le precarie condizioni igieniche e sanitarie in cui sono costretti a vivere. E’ quanto rileva il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) in un rapporto. In Grecia da esempio quasi il 20% dei rifugiati non accede tutti i giorni a servizi igienici e il 70% non riceve prodotti per l’igiene, mentre la meta’ non puo’ farsi una doccia.

LaPresse/Reuters
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Secondo l’Unhcr tra novembre e febbraio prossimo si stima che arriveranno 600mila rifugiati in Croazia, Grecia, Serbia, Slovenia e Macedonia. Al momento sono stati segnalati 27 casi di febbre ricorrente da pidocchio in diversi posti tra i rifugiati arrivati in Italia. A meno che non vengano adottate misure d’igiene appropriate nel prossimo futuro, commenta l’Ecdc, si avranno piu’ casi del genere tra i rifugiati, che sono anche piu’ a rischio di malattie infettive come morbillo e varicella. E’ dunque necessario adottare delle misure di prevenzione, in quanto si tratta di persone piu’ vulnerabili dal punto di vista della salute. E se il rischio di contrarre malattie veicolate da insetti si va riducendo per via delle temperature piu’ rigide, si prevedono invece piu’ malattie respiratorie e gastrointestinali. Vista la bassa copertura vaccinale tra molte di queste popolazioni provenienti da paesi dove il sistema sanitario e’ collassato, suggerisce il rapporto, bisognerebbe vaccinare contro morbillo, poliomelite (chi proviene da Afghanista, Pakistan, Somalia, Iraq, Siria, Etiopia, Israele, Guinea equatoriale), malattie da meningococco, difterite e influenza. Il rischio per gli europei di essere contagiato da una delle malattie presenti tra i rifugiati ”rimane estremamente basso”, conclude l’Ecdc.