I siti web “anti-vaccini” contengono “informazioni errate e pseudoscienza”

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Informazioni corrette sull’importanza di un’alimentazione sana e dell’allattamento al seno, insieme a pseudo-evidenze scientifiche e aneddoti sui pericoli e i danni da vaccini. A passare al microscopio la Rete sono i ricercatori della Johns Hopkins University Bloomberg School of Public Health, che hanno analizzato circa 500 siti di anti-vaccinatori. Scoprendo così che due terzi degli spazi web usano presunte evidenze scientifiche per supportare l’idea che i vaccini siano pericolosi, e quasi un terzo contiene aneddoti che rinforzano questa percezione.

VACCINAZIONI I siti, spiegano i ricercatori illustrando il lavoro al meeting annuale dell’American Public Health Association in corso a Chicago, contengono una quantità considerevole di informazioni errate e pseudoscienza, due su tre suggeriscono che i vaccini siano pericolosi, poco meno dei due terzi indica un legame con l’autismo e più di 4 su 10 affermano che provochino lesioni cerebrali. Più di due terzi, inoltre, usano informazioni presentate come evidenze scientifiche che però, nei fatti, non lo sono e 3 su 10 inseriscono aneddoti a sostegno di queste affermazioni. Insieme a tutto ciò, sui siti ‘anti-vaccini’ si trovano spesso inviti a seguire un’alimentazione sana, a mangiare biologico e organico e ad allattare al seno. “Abbiamo bisogno di comunicare ai genitori dubbiosi ed esitanti in un modo che sia convincente e sensibile alle loro preoccupazioni”, afferma Meghan Moran del Bloomberg School’s Department of Health, prima autrice dello studio. “Nel nostro lavoro abbiamo visto anche comunicazioni per cose che consideriamo salutari, come l’allattamento al seno, mangiare organico, argomenti che le autorità sanitarie incoraggiano. Penso – dice – che possiamo agire su queste cose positive e rivedere la nostra comunicazione in un modo che abbia senso per i genitori titubanti o scettici nei confronti delle vaccinazioni”. Nella ricerca il team ha esaminato siti con contenuti relativi alle vaccinazioni per l’infanzia. Il tutto cercando su Google, Bing, Yahoo e Ask Jeeves termini come ‘pericoli immunizzazioni’, ‘pericolo vaccini’, e altre combinazioni chiave. In questo modo il gruppo ha potuto rilevare il mix di scienza, pseudoscienza e aneddoti che rende i messaggi degli anti-vaccinatori così persuasivi.