Si chiama FOMO, ovvero Fear of Missing Out, ed è la paura, tutta nuova, di restare esclusi dai flussi di comunicazione generati dai social network. Non è un’invenzione e nemmeno una leggenda metropolitana, ma è stata provata scientificamente da una ricerca australiana mirata ad esaminare l’impatto dei social media sul benessere psicofisico. Essere affetti da FOMO implica alti livelli di stress soprattutto fra gli adolescenti, arrivando a causare disturbi di depressione e di ansia. Fra gli effetti più diffusi e pericolosi da un punto di vista psichico c’è anche una costante sensazione d’inferiorità e di inadeguatezza rispetto a quello che gli amici virtuali condividono su Facebook, Twitter o altri social.
La National Stress and Wellbeing Survey, riunitasi per il quinto anno consecutivo e organizzata dall’Australian Psychology Society, ha sottolineato come gli adolescenti siano a rischio di stress, ad esempio quando controllano costantemente lo status di social media degli amici, e pensando di non divertirsi abbastanza quanto loro. Secondo una ricerca condotta dagli esperti pare che quasi la metà di loro abbia la sensazione che le esperienze degli altri siano più gratificanti delle proprie. Rispetto ad uno studio simile condotto cinque anni fa, i livelli di stress, depressione e ansia sono risultati decisamente più alti.
Secondo il rapporto “più ore si dedicano alla tecnologia digitale e più alti sono i livelli di stress e di depressione”. Inoltre quasi il 60% degli adolescenti ha difficoltà a dormire o a rilassarsi dopo aver consultato i propri profili social e si sentono esausti a causa della connessione quasi costante. Per contro, paradossalmente, una persona su due dichiara di ricorrere ai social media per calmare lo stress, però allo stesso tempo più della metà dei partecipanti hanno dichiarato di sentirsi preoccupati, gelosi o ansiosi dopo aver visto foto o aggiornamenti di status di attività in comune dalle quali sono stati esclusi.
Altro dato allarmante il fatto che il 72% degli intervistati sente che lo stress ha impatto sulla propria salute fisica, ma più di metà non cerca aiuto. Il livello di benessere aumenta tuttavia con il reddito, il livello di istruzione e l’impiego lavorativo. Chi accusa livelli estremamente severi di ansia, angoscia e depressione per alleviare lo stress arrivo persino a ricorrere a comportamenti di dipendenza come alcool, fumo, droghe e gioco d’azzardo, in proporzioni molto più alte dei coetanei. “Ricorrere ai social media per alleviare lo stress è simile alla maniera in cui le persone scommettono con i videopoker, per il bisogno di ricorrere a qualcosa che causa dipendenza. I social media funzionano nella stessa maniera. Non sai mai quanti ‘mi piace’ riceverai per quell’immagine, o quando otterrai un forte rinforzo positivo per quello che tu sei. Vi è anche un forte rischio di delusione”.


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