Il ciclone tropicale “Chapala” sta per abbattersi sulle coste dello Yemen, provocherà alluvioni nel deserto [MAPPE]

Cresce l’apprensione sulle coste dello Yemen centrale per l’imminente arrivo del ciclone tropicale “Chapala” che nel corso della giornata di domani effettuerà il “landfall” poco ad est della città di Al Mukalla, in un luogo davvero insolito, finora mai raggiunto da un ciclone tropicale. Almeno dall’esistenza dei satelliti meteorologi nell’area compresa fra la penisola Arabica e l’oceano Indiano. In realtà proprio in questo periodo dell’anno sull’oceano Indiano, quando le correnti da NO (in genere premonitrici dell’avvento del Monsone invernale di NE), dalla fascia equatoriale scivolano verso sud, nell’emisfero australe, incontrandosi con l’Aliseo di SE, molto spesso possono dare vita ad un ciclone tropicale che diventa autonomo e punta verso l’arcipelago delle Mauritius e le coste orientali del Madagascar.

na201504La frequenza di queste tempeste è massima da Novembre a Marzo, con un picco fra Gennaio e il mese di Febbraio. “Chapala” nei giorni scorsi, presentando un evoluzione molto lenta e passando sopra un vasto tratto di acque superficiali molto calde, sul settore più settentrionale del mare Arabico, si è notevolmente approfondito, fino a trasformarsi in un pericoloso ciclone tropicale di 4^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti davvero violenti, capaci di raggiungere velocità ragguardevoli sui 249 km/h, e raffiche di gran lunga superiori nell’area attorno l’occhio centrale che potrebbero persino sfondare la soglia dei 300 km/h. Grazie a questa sua lenta evoluzione la tempesta ha sfruttato tutta le energie disponibili per evolvere in un super-ciclone di 4^ categoria Saffir-Simpson.

koppu-wu-1715Z-10.16.15In questa fase il potente ciclone tropicale, con la sua intensa forza centrifuga, è stato capace di raccogliere un gran quantitativo di calore latente dalla superficie del mar Arabico che ha favorito un considerevole rinforzo dell’attività convettiva attorno i lati della tempesta, liberando a sua volta una gran quantità di energia che oltre ad approfondire la già intensa circolazione ciclonica, nei medi e bassi strati, ha reso il “gradiente barico orizzontale” ancora più esplosivo, con venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata che hanno raggiunto picchi di oltre i 230-240 km/h nell’area attorno l’occhio centrale. L’ intensificazione del processo di “autoalimentazione” del potente ciclone tropicale, contraddistinto dallo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condensando in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie marina, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica, ha accompagnato il drastico tracollo della pressione barometrica nei pressi dell’occhio centrale, trasformandolo in un pericoloso ciclone di 4^ categoria Saffir-Simpson.

chapala-modis-oct31I violentissimi e turbolenti venti ciclonici, spazzando una ristretta area di mare ad est delle coste dell’Oman, solleveranno ondate di “mare vivo” davvero imponenti, alte anche più di 8-9 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del ciclone tropicale. Il moto ondoso creato dai violenti venti ciclonici, che ruoteranno a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, sarà molto confuso, con la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni. Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi. La notevole intensificazione del ciclone, che ha raggiunto lo status di potente ciclone di 4^ categoria Saffir-Simpson, ha prodotto degli effetti indiretti anche sulle coste più occidentali del sultanato dell’Oman e sulle coste dello Yemen, dove già da ieri si sono verificate intense mareggiate da onda lunga, da SE e E-SE , che hanno creato significativi fenomeni di erosione.

chapala-issDifatti, nel corso delle prossime ore, con il lento spostamento di “Chapala” verso ovest-nord/ovest, i fortissimi venti da SE e S-SE, attivi sul bordo nord-orientale del ciclone, spingeranno un imponente moto ondoso in direzione delle coste dell’Oman occidentale e dello Yemen occidentale, dove si potranno verificare forti mareggiate da onda lunga. In particolare, ondate davvero imponenti, da domani, dovrebbero cominciare ad abbattersi lungo il tratto costiero prossimo alla città di Mirbat e l’area del Golfo di Qamar, dove l’imponente moto ondoso che esce dall’area perturbata, in cui agiscono i vilenti venti ciclonici, intorbiderà le cristalline acque che caratterizzano il paesaggio costiero del Sultanato, rimuovendo buona parte della sabbia presente sui bassi fondali.

yemen-topographyIl ciclone entro la nottata di domani, pur indebolendosi per via dell’afflusso di aria molto secca dai deserti della penisola Arabica, dovrebbe effettuare il “landfall”, molto probabilmente come tempesta tropicale, sulle coste dello Yemen centrale, nel tratto ad est della città di Al Mukalla. “Chapala” durante il “landfall”, pur indebolito a semplice tropical storm, rischia di scaricare precipitazioni di carattere torrenziale nell’arida regione del Mahra, dove con molta probabilità, visto anche l’incapacità dei terreni desertici di poter assorbire tutta quell’acqua in così poco tempo, si potranno verificare anche delle “flash floods” e inondazioni, per l’improvvisa piena dei principali “uadi” (i letti dei torrenti che attraversano le superfici desertiche). In modo particolare la zona attorno la città di Al Mukalla che rischia concretamente pesanti eventi alluvionali.