Responsabile della maggior parte degli ictus, l’ischemia cerebrale è riconosbile da una serie di sintomi. La tempestività limita l’estensione delle lesioni cerebrali e la gravità del problema
La maggior parte degli ictus sono da attribuirsi all’ischemia cerebrale, causata da un blocco dell’apporto di sangue alle cellule del cervello, in seguito all’ostruzione dell’arteria responsabile del trasporto sanguigno.
Tali cellule, non ricevendo più ossigeno e nutrienti, si indeboliscono e muoiono. A seconda della parte cerebrale colpita, alcune funzioni (motorie, del linguaggio, cognitive) possono risultare indebolite o addirittura perse. Conoscere i primi sintomi di un’ischemia cerebrale permette di agire tempestivamente per limitare l’estensione delle lesioni cerebrali e la gravità del problema. Tra i sintomi più diffusi: debolezza muscolare o intorpidimento di una parte del viso, di un braccio o di una gamba, disturbi visivi (perdita di una metà del campo visivo, identica per i due occhi, perdita della vista da un occhio o da entrambi o sdoppiamento della visione), difficoltà di linguaggio (impossibilità di articolare correttamente le parole, cattiva espressione o compressione delle parole), perdita della sensibilità (tatto, dolore non percepiti), mal di testa non abituali e molto violenti senza causa apparente, accompagnati da nausee, perdita di equilibrio, cadute, vertigini, mancanza di coordinamento dei movimenti e, a volte, disturbi della coscienza, dalla sonnolenza al coma.
Tra i fattori di rischio dell’ischemia cerebrale: tabagismo (il fumo è un vasocostrittore, favorendo la possibilità di occlusione dei vasi sanguigni), obesità, età (colpisce maggiormente i soggetti anziani, con più di 70 anni), ereditarietà, diabete mellito, ipertensione arteriosa, mancanza di attività fisica. Dal punto di vista diagnostico, è utile una TAC cranio-encefalica. Il paziente viene sottoposto ad accertamenti (controllo della pressione, dell’ossigenazione nel sangue, della respirazione, della funzione del cuore). Intervenendo quando l’attacco ischemico è in fase acuta, si può effettuare la trombolisi, la somministrazione per via endovenosa di sostanze trombolitiche, capaci di sciogliere uno dei principali componenti dei trombi. Il vaso sanguigno occluso viene così liberato e la circolazione può riprendere normalmente.
La prevenzione consiste nella misurazione periodica della pressione, riducendo la glicemia, controllando il diabete, evitando il tabacco. Occorre, inoltre, misurare il colesterolo nel sangue, diminuire il consumo di alcolici, praticare una regolare attività fisica e adottare una dieta a basso contenuto di sale, con pochi grassi animali, ricca di frutta e verdura. Chi ha già subito un attacco ischemico deve sottoporsi a controlli periodici, seguendo scrupolosamente le eventuali prescrizioni farmacologiche. Se si è un soggetto a rischio, occorre sottoporsi ad accertamenti periodici( controllo del sangue, elettrocardiogramma, ecodoppler dei vasi del collo).


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