Ecco le nuove tecnologie, che mirano a rendere meno invasivi i trattamenti delle patologie del cervello
Il Cyberknife utilizza le radiazioni per permettere ai pazienti di non subire trattamenti invasivi o utilizzare farmaci. Lo strumento inventato da John Adler, professore dell’Università di Stanford ha permesso di guarire il 90% dei pazienti, con nevralgia del nervo trigemino, trattati dal Centro Diagnostico Italiano di Milano, i quali non hanno più avvertito nessun tipo di dolore causato dalla malattia. Il bisturi robotico può ovviamente operare su tumori cerebrali, di colonna, alla prostata o al polmone. Il risultato è importante visto e considerato che, soprattutto nel primo caso, circa 7 mila persone ogni anno sono colpita da nevralgia del trigemino. I dati sono stati presentati al convegno” International focus on neurotranslation“, promosso dallo stesso centro. Durante il convegno sono stati presentati altri strumenti e innovazioni, tra queste: gli ultrasuoni e i laser utilizzati per combattere i tumori cerebrali, attraverso la bruciatura di questi evitando così un’operazione chirurgica e difendendo i tessuti sani. La risonanza magnetica e la TAC, che grazie al lavoro dei ricercatori dell’università di Newcastle si sono evolute permettendo che si possano diagnosticare alterazioni del cervello per adesso impercettibili. Non solo, la risonanza permette una mappatura completa del cervello, suddividendolo in 16 aree, rispetto alla risonanza tradizionale. Ancora, il wireless che permette di “leggere” il pensiero, elaborato dai ricercatori dell‘Università di Salerno, e tradurlo in comandi per le macchine e, infine, strumenti made in Italy utilizzati per la riabilitazione da traumi neurologi.


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