Medicina: ringiovanire le ovaie facilita la gravidanza in tarda età

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Un recente studio mostra come ringiovanire le ovaie aiuti a facilitare la gravidanza in tarda età

Moltissime donne hanno difficoltà a rimanere incinte. Tante donne desiderano poter realizzare questo loro sogno, che per i motivi più diversi sembra essere sempre più lontano. Ecco che, allora da Valencia arriva la possibilità di poter ringiovanire le proprie ovaie, senza ricorrere alla fecondazione eterologa, che di solito richiede l’uso di gameti esterni alla coppia. Il progetto è rivolto, in particolar modo, alle donne più “anziane” ed è effettuato gratuitamente dalle cliniche Ivi e dell’Hospital La Fe proprio di Valencia. “Sono tre in particolare – spiega Daniela Galliano, direttrice del centro Ivi di Roma – le terapie più innovative allo studio: il trapianto di cellule staminali ovariche (Scot), la frammentazione ovarica per l’attivazione follicolare (Offa) e Augment, che mira proprio a ringiovanire gli ovuli”. Gli ultimi dati ufficiali spiegano perchè è importante questo trattamento. In Italia, infatti, il numero di donne che ricorrono a trattamenti medici nella speranza di avere figli è in costante aumento. Dal 2005 al 2012, vi è stato un aumento del 168% di bambini nati con la procreazione medicalmente assistita. La fertilità femminile inizia a subire un calo una volta superati i 30 anni di età, tanto da arrivare ad azzerarsi una volta superati i 40. “E’ proprio attorno a questa età che le coppie devono ricorrere alla fecondazione eterologa – spiega l’esperta- per coronare il sogno di un figlio, ma prima c’è un tentativo che si può fare per aumentare la qualità degli ovociti della donna.”

GRAVIDANZA - CopiaL’esperta indica allora un metodo alternativo “esistono trattamenti di fertilità assistita come la Fiv (fecondazione in vitro), che richiede la stimolazione delle ovaie con ormoni per ottenere ovuli. Tuttavia ci sono molte donne che a causa dell’età, della menopausa precoce o perché non riescono ad avere una risposta adeguata ai trattamenti ormonali non producono abbastanza ovociti per la fecondazione in vitro e hanno anche bassi tassi di gravidanza. Oggi non esiste una soluzione per la bassa risposta ovarica, anche se è un problema comune: da qui l’importanza della ricerca di nuovi trattamenti volti a ringiovanire le ovaie con l’obiettivo finale di rendere queste pazienti madri con i propri ovuli, vale a dire senza dover ricorrere alla donazione di ovociti”. “L’obiettivo degli studi sul trapianto di cellule staminali ovariche (Scot) e sulla frammentazione ovarica per l’attivazione follicolare (Offa) – continua – è quello di favorire la risposta ovarica al trattamento ormonale della Fiv incrementando la quantità dei follicoli mentre Augument vuole migliorare la qualità degli embrioni”. In cosa consiste il procedimento? Prima di tutto è necessario estrarre un pezzo di corteccia ovarica, frammentarla consentendo così ai follicoli di crescere, ottimizzando la riserva ovarica. Dopodiché è necessario impiantare nuovamente i frammenti nelle paziente.”Gli embrioni generati a partire dagli ovuli di donne in età avanzata – spiega la ginecologa – oltre a presentare in percentuale molto elevata anomalie cromosomiche, presentano anche una qualità scarsa. Per migliorarla si realizza una microiniezione autologa dei mitocondri (che sono responsabili della generazione dell’energia richiesta dalle cellule) di cellule staminali madri ovariche nello stesso momento in cui viene fecondato l’ovulo”. A queste possono seguire tecniche di screening delle anomalie cromosomiche che, solitamente vengono comunque proposte. Ad oggi i risultati rivelano che, 11 pazienti hanno realizzato il trapianto “Scot“, di queste 6 sono riuscite ad arrivare al ciclo Fiv e due hanno raggiunto subito la gravidanza. 4 pazienti hanno subito il trattamento Offa e solo una di loro è rimasta incinta. “Nei prossimi mesi avremo più dati a disposizione per pubblicare lo studio, per il quale stiamo offrendo – conclude la dottoressa- gratuitamente questi trattamenti alle pazienti fino ai 42 anni di età”.