Medicina: sono trascorsi 30 anni dal primo trapianto di cuore in Italia

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Venerdì saranno festeggiati i 30 anni dal primo trapianto di cuore in Italia con una giornata di studi a Padova

Era la notte tra il 13 ed il 14 novembre 1985. A Padova, il professor Vincenzo Gallucci quella notte cambiò la storia dell’Italia. Il prof. Gallucci, infatti, effettuò il primo trapianto di cuore. Da quel momento in poi nuovi e moderni scenari si aprono per la medicina in Italia. Nel 2007, infatti, viene effettuato il primo trapianto di cuore artificiale e nel 2015, l’operazione è effettuata su un ragazzo. Ad effettuarlo questa volte è il professor Gino Gerosa, direttore del Centro di Cardiochirurgia “Gallucci”. Il direttore, anche questa volta, stupisce l’Italia e racconta del nuovo modello di cuore artificiale realizzato dall’azienda ospedaliera e dall’Università di Padova. “Abbiamo pronto il motore del cuore artificiale -spiega il professor Gerosa – adesso avremmo bisogno di circa 50 milioni di euro per finire il lavoro e rendere disponibile il nuovo cuore in circa tre anni di lavoro. Ma stiamo andando avanti anche con gli studi sulla decellularizzazione dei cuori donati, da ripopolare poi con le cellule staminali dei riceventi”.

salute cuoreVenerdì, in occasione del trentennale del primo trapianto, è stata organizzata a Padova una giornata di studio intitolata “Dal cuore umano al cuore meccanico 1985-2015”. La giornata vedrà la donazione di due cuori artificiali al Museo della Storia della Medicina di Padova. “La storia della cardiochirurgia padovana e’ una storia di eccellenza. E per fare dei primi trapianti e’ necessario un lavoro di team ci vuole tanta curiosita’ e tanta fantasia per inventarsi – precisa Gerosa- degli interventi mai tentati prima. Serve un certo spirito pionieristico”. Non solo, il direttore racconta di una strana coincidenza. Infatti, spiega proprio che “Guardando indietro non si puo’ non notare il fil rouge che lega gli avvenimenti nel febbraio del 1986 ero alla guardia medica a Fiera di Primiero. Ero intervenuto in una casa dove una bimba aveva avuto delle convulsioni e, secondo me, era entrata in coma per un problema cardiaco. All’ospedale liquidarono tutto come una normale indigestione rispedendola a casa. Il giorno dopo mi comunicarono che la mia diagnosi era esatta e quella bimba era diventata la donatrice del primo cuore trapiantato su bambino in Italia. Vent’anni piu’ tardi durante una normale visita in studio – conclude- alcune persone mi riconobbero, erano i famigliari di quella bambina”.