Medicina: trovata la prima proteina che può permettere al cervello di monitorare la temperatura fisiologica

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Il nostro cervello contiene una proteina in grado di controllare lo stato di idratazione dell’organismo e la sua temperatura, permettendo così di regolare vari stimoli, tra cui quello della sete

Il cervello, si sa, controlla tutto il nostro corpo e funziona come una sorta di ‘centro di controllo’ che raccoglie i dati di tutto ciò che avviene nel nostro organismo. Ora un gruppo di scienziati del Centro di Salute della McGill University (Canada) e della Duke University (Usa) ha scoperto che il nostro cervello contiene una proteina in grado di controllare lo stato di idratazione dell’organismo e la sua temperatura, permettendo così di regolare vari stimoli, tra cui quello della sete. Il risultato, pubblicato su Cell Reports, secondo i ricercatori “potrebbe avere importanti risvolti clinici, ad esempio nelle urgenze del Pronto Soccorso”. “Abbiamo trovato quella che pensiamo sia la prima proteina che potrebbe permettere al cervello di monitorare la temperatura fisiologica – spiega Charles Bourque, primo autore dello studio – ed è importante perché contribuisce a farci capire come il cervello rileva il calore ed attiva lo stimolo della sete”.

il-segreto-per-fare-bere-acqua-per-i-bambiniNel dettaglio, la proteina regola il flusso di ioni attraverso la membrana cellulare, un meccanismo fondamentale per bilanciare i fluidi corporei. “Alti livelli di sodio – commenta il sito In a Bottle (www.inabottle.it), che ha riportato lo studio – possono provocare la ritenzione dei liquidi ed in seguito l’insufficienza cardiaca o un trauma cerebrale. La proteina può aiutare a prevenire questo tipo di problemi”. I ricercatori guidati da Bourque stanno studiando come fa il cervello a regolare i fluidi interni ed esterni alle cellule in un organismo vivente. Poter controllare quanto sono diluiti o concentrati potrebbe essere la base di partenza “per sviluppare in futuro determinati test o terapie contro certe patologie, scatenate proprio da questo squilibrio di liquidi e di ioni, che si vedono comunemente negli interventi d’urgenza dei Pronto Soccorso”.