Nel Golfo del Maine ci sono sempre meno merluzzi a causa del mare più caldo

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Le quote pesca non hanno tenuto conto degli effetti del riscaldamento climatico

Sempr emeno merluzzi nel Golfo del Maine, nonostante i drastici tagli alla pesca, a causa del riscaldamento delle acque provocato a sua volta dal global warming: lo rivela uno studio pubblicato su Science, che sottolinea come il cambiamento climatico complichi la gestione della pesca. Nel 2010, quando il numero di questi pesci era ormai sceso sotto i livelli di guardia, le autorita’ avevano imposto quote alla pesca. I limiti severi non sono pero’ riusciti a contrastare il calo dei merluzzi, che negli anni successivi hanno continuato il loro declino. Gli studiosi hanno voluto verificare se il riscaldamento globale avesse avuto un ruolo in questo calo; hanno quindi studiato l’andamento delle temperature del Golfo del Maine dal 1982, mettendolo anche a confronto con l’andamento globale della colonnina di mercurio. E hanno scoperto che il Golfo si stava riscaldando velocemente, soprattutto a causa dei cambiamenti nella corrente del golfo. Proprio il rapido riscaldamento, sottolineano i ricercatori, e’ la causa del calo dei merluzzi: le acque piu’ calde non solo hanno ridotto il numero di nuovi pesci, ma hanno anche aumentato la mortalita’ dei giovani merluzzi. Al calo legato al riscaldamento, si somma l’effetto indesiderato dei limiti consentiti per la pesca. I modelli utilizzati per fissare le quote non hanno tenuto conto dell’impatto delle temperature piu’ calde. Il numero di pesci e’ stato dunque sopravvalutato, permettendo di pescare piu’ merluzzi di quanto sostenibile.