Nella Giornata Mondiale dell’Infanzia l’Unicef rende noto dati allarmanti dei Paesi sottosviluppati

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L’Unicef divulga dati a dir poco allarmanti durante la Giornata Mondiale dell’Infanzia

Se non intensifichiamo il nostro impegno, 68 milioni di altri bambini moriranno nei prossimi 15 anni per cause in gran parte prevenibili”. Lo gridano i volontari dell’ Unicef  in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia che, nel loro ultimo rapporto, rendono noto dati a dir poco allarmanti . Sei milioni di bambini al di sotto dei cinque anni moriranno entro il 2015 per cause prevedibili quanto inimmaginabili: povertà, diarrea, malnutrizione e malattie infettive.

dettaglio-unicef-835x500Situazioni estreme che gravano maggiormente sulle coscienze delle società industrializzate se si pensa che se tutti i bambini avessero la possibilità di acculturarsi i maniera adeguata ed appropriata, le condizioni di povertà si abbasserebbero drasticamente e conseguentemente si stimerebbero 117 milioni di persone in meno costrette a vivere sotto la soglia della povertà. Addirittura se i popoli meno evoluti riuscissero a raggiungere l’industrializzazione pari ai Paesi occidentali, il guadagno sarebbe doppio: le economie si riprenderebbero e i salari aumenterebbero del 48%.

unicef 2Ancora si tituba se sia giusta o meno l’apertura delle frontiere degli altri Paesi ma bisogna ricordare che più di  200 mila bambini hanno trovato salvezza in Europa, una via di fuga, riuscendo a scappare dalle guerre che continuano imperterrite ad attanagliare i loro territori ( Siria, Iraq e Afghanistan) .

Ma all’ordine del giorno non si annoverano solo guerre e povertà. Secondo un recente studio condotto in 62 Paesi 4 bambini su 5 di età compresa tra i 2 e i 14 anni sono soggetti a violenze domestiche che si ripercuotono quotidianamente nelle loro vite. Violenze che coinvolgono bambine costrette in tenera età a compiere atti sessuali; quasi un quarto delle ragazze tra i 15 e i 19 anni denuncia di aver subito violenze fisiche e psicologiche.

Un passo in avanti comunque è stato mosso. Sempre secondo i dati riportati dall’Unicef, tra il 1990 e il 2014 , il tasso di malnutrizione e  di denutrizione è sceso del 40%. Un riscontro che fa ben sperare ma che comunque risulta essere ancora debole se si considera che ancora 235 milioni di bambini sono colpiti da malnutrizione acuta grave e 2,4 milioni usano servizi igienici inadeguati o addirittura totalmente assenti.

L’ebola, inoltre, ha sferrato un altro duro colpo che ha fiaccato maggiormente le sorti dei Paesi colpiti , e si contano all’incirca 10 milioni di bambini morti a causa dell’epidemia.