Olio extravergine: l’aumento della produzione è dovuto al clima favorevole

Per essere certi della qualità del prodotto controllate l’annata di produzione e preferite prodotti Made in Italy

L’olio è uno degli ingredienti fondamentali della nostra alimentazione, che esalta il gusto di ogni piatto servito. E’, quindi, importante che i prodotti acquistati siano di qualità. La Coldiretti precisa, infatti, che per acquistare un buon olio extravergine italiano è necessario prestare attenzione ai prodotti venduti a meno di 6 euro al litro, cifra che non copre nemmeno i costi di produzione. Il valore dell’olio è direttamente proporzionale al luogo di origine e per avere certezza della qualità del prodotto è necessario osservare l’annata di produzione, che in molti indicano sull’etichetta. La comunicazione arriva in riferimento all’inchiesta condotta dal Pm di Torino, Raffaele Guariniello e si riferisce, soprattutto, alla vendita di prodotti risalenti allo scorso anno. L’annata fu, infatti, drastica per il made in Italy, la cui produzione toccò i minimi storici e vi fu un aumento dell’importazione, in particolar modo, dalla Tunisia. La Coldiretti rassicura tutti i consumatori precisando proprio che, il raccolto di quest’anno è buono e porterà ad un aumento della produzione di olio, con una qualità ottima grazie soprattutto al clima che ha limitato gli attacchi della mosca olearia. Nonostante la produzione sia sotto il massimo storico, è comunque in crescita.

olioColdiretti suggerisce, infatti, di acquistare prodotti 100% italiani o per avere maggiore certezza di acquistarli direttamente ai frantoi o ai mercati di Campagna Amica.  Allo stesso tempo, notevole è stato il lavoro svolto dalle forze dell’ordine che hanno condotto sequestri per 10 milioni di euro e svolto oltre 6 mila controlli. Proprio Coldiretti afferma che  “bisogna applicare le norme previste a partire dal controllo di regimi di importazione per verificare la qualita’ merceologica dei prodotti in entrata per cui, ad esempio, l’olio d’oliva viene spacciato per l’olio extravergine d’oliva e l’olio di sansa passa per olio d’oliva. Inoltre servono i controlli per la valutazione organolettica del prodotto che consentirebbero di distinguere e classificare gli oli extravergini d’oliva individuandone le caratteristiche mentre bisogna fissare le sanzioni per il mancato uso obbligatorio dei tappi antirabbocco nella ristorazione dove continuiamo a trovare le vecchie oliere indifferenziate”. Fondamentale, però, è la difesa del made in Italy infatti “l’Italia deve difendere il proprio patrimonio in un settore strategico del Made in Italy con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni di ettari coltivati, con un fatturato del settore – conclude Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti- stimato in 2 miliardi di euro e con un impiego di manodopera per 50 milioni”.