Il freddo piomba sull’Europa centro-orientale, attese intense nevicate fino al piano e un brusco calo termico
Qualcosa di grosso finalmente comincia a bollire in pentola. Il calo dei valori di geopotenziale sull’Europa centrale e la conseguente discesa di latitudine del flusso perturbato principale stanno spianando la strada al primo affondo freddo di stagione sull’Europa centro-orientale, con lo scivolamento di un nucleo di aria fredda polare marittima che dal mar di Norvegia, attraverso la penisola Scandinava, tenderà a scivolare, molto gradualmente, anche sui paesi dell’Europa centro-orientale, dove il freddo comincerà a sedimentarsi nei bassi strati, favorendo un primo significativo raffreddamento.
Questo flusso di aria fredda polare marittima, dalla Norvegia e dalla Svezia si sposterà verso il mar Baltico, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Polonia, le Repubbliche Baltiche, la Bielorussia e l’Ucraina, dove tenderà a continentalizzarsi sopra gli ampi bassopiani che caratterizzano gran parte del territorio polacco, la Bielorussia e l’Ucraina. L’avvento di questa circolazione di aria particolarmente fredda, di origini polare marittima continentalizzata, verrà attivata dallo spostamento, verso le coste della Norvegia meridionale, della profonda depressione extratropicale, minimo sui 977 hpa, riempita di aria gelida polare marittima a tutte le quote, facente capo alla depressione d’Islanda. L’abbassamento di latitudine di questa ampia circolazione ciclonica, colma di aria molto fredda, contribuirà ad erodere parzialmente ed assottigliare la robusta figura anticiclonica da settimane permanente sul bacino del Mediterraneo centro-occidentale.

Assottigliandosi su sé stesso l’anticiclone mediterraneo sarà costretto ad allungare i propri elementi più orientali in direzione della pianura Ungherese e dei Carpazi. Lungo il bordo più settentrionale di questo figura anticiclonica mediterranea si attiverà una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione dai quadranti occidentali, più da Ovest e O-NO, che piloterà una parte dell’aria molto fredda, di origine polare marittima, verso gran parte dei paesi dell’Europa centro-orientale, tra la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Polonia, le Repubbliche Baltiche, la Bielorussia e l’Ucraina. Durante l’incursione dell’aria molto fredda, di tipo polare marittima continentalizzata, non mancheranno delle nevicate, prevalentemente deboli, che potranno interessare soprattutto l’est della Slovacchia, il nord della Romania, la Bielorussia e l’Ucraina. Durante la discesa verso sud-est l’aria fredda incontrerà aria decisamente più mite e umida, durante il percorso verso l‘Europa orientale.
L’aria fredda, essendo molto densa e pesante, costringerà queste masse d’aria più temperate a sollevarsi forzatamente verso l‘alto, generando una diffusa nuvolosità “avvettiva” (altostrati e nembostrati con basi molto basse), che sarà in grado di dare la stura a precipitazioni sparse, prevalentemente nevose fino al piano, specie fra Bielorussia, Ucraina e nord della Romania. Ma oltre al calo termico, davvero significativo, questa prima importante avvezione di aria fredda polare marittima continentalizzata produrrà anche precipitazioni di carattere nevoso, a tratti anche piuttosto abbondanti. Difatti il sistema frontale a carattere freddo facente parte della vasta depressione extratropicale colma di aria polare marittima, posizionata poco a largo delle coste meridionali della Norvegia, nel corso delle prossime 12-24 ore traslerà molto rapidamente verso l’Europa orientale, portandosi tra le Repubbliche Baltiche, la Polonia, la Bielorussia e l’Ucraina.
Qui interagendo con l’aria molto fredda, di tipo polare marittima continentalizzata, presente in loco, causerà delle precipitazioni sparse che assumeranno prevalente carattere nevoso, fino al piano sulle pianure della Russia sud-occidentale e lungo il confine con la Bielorussia. Durante la giornata di domani, lungo la parte terminale di questa saccatura, l’avvezione di vorticità positiva, piuttosto intensa nella media troposfera, favorirà l’isolamento di una circolazione depressionaria, interamente riempita di aria fredda a tutte le quote, che dal nord dell’Ucraina si allontanerà verso la Russia sud-occidentale, spostandosi verso nord-est, con un minimo che entro la serata si posizionerà proprio nell’area poco a sud di Mosca.
Qui l’ampio sistema frontale, ormai interamente occluso nei bassi strati, interfacciandosi con l’aria molto fredda di caratteristiche ormai più continentali nei bassi strati, darà origine a precipitazioni nevose persistenti ed anche abbondanti che imbiancheranno molte città della Russia sud-occidentale, inclusa la capitale Mosca. Sulla capitale russa entro lunedì mattina si potrebbero accumulare fino ad oltre 10 cm di neve fresca. Nevicate diffuse e persistenti che colpiranno soprattutto gli Oblast’ presenti lungo il Rialzo Centrale. Il notevole abbassamento della quota dello “zero termico”, fino in prossimità del piano, farà in modo che le precipitazioni assumeranno carattere prevalentemente nevoso fino in pianura su gran parte del bassopiano Sarmatico.
Nei prossimi giorni il deposito delle masse d’aria fredde nei bassi strati, assieme all’effetto “Albedo” indotto dai terreni innevati, produrrà forti inversioni termiche che potranno far sprofondare i termometri, anche al di sotto dei -5°C -8°C. Soprattutto fra la Russia, dove localmente potremo toccare anche i -10°C, Bielorussia e Ucraina. In questi paesi, come nel resto dell’Europa orientale, si aprirà una fase climatica decisamente fredda, e più che consona per la stagione invernale, pronta ad esordire proprio dal 1 Dicembre.


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