Progetto “Human Technopole”, l’esperto: “Milano naturale centro di gravità per il polo della scienza”

MeteoWeb

L’Iit sarà la punta di diamante del nuovo centro Human Technopole – Italy 2040 e “guardando quello che succede nel mondo, l’esperienza insegna che ci sono aree come la Silicon Valley, dove si concentrano spontaneamente università, aziende, investitori. Lo dico un po’ come italiano, un po’ come scienziato: una città come Milano non può che essere il naturale centro di gravità di uno di questi poli di eccellenza”. E’ stato il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), Roberto Cingolani, parlando a Radio3Scienza di Rai-Radio3, a commentare così il piano del Governo sul polo tecnologico che sorgerà nell’area di Expo. La proposta di coinvolgere l’Iit nel polo tecnologico di Expo, però, risale solo alle ultime settimane, ha assicurato Cingolani.

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto
LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

“Le idee di cui parlo sono di ottobre, -ha detto- non ho mai avuto modo di discuterne prima. Siamo partiti dalla programmazione scientifica dell’Istituto, che avremmo sviluppato comunque nei prossimi anni, visto che è qualcosa in cui crediamo molto. Ma ora bisogna scrivere il progetto”. Il gruppo di Cingolani si metterà subito al lavoro insieme agli altri enti coinvolti, l’Isi Foundation e la Fondazione Edmund Mach. “Il mio obiettivo -ha indicato Cingolani- sarebbe di riuscire a concretizzare il piano tecnico per partire con i rettori e i dirigenti degli ospedali: li andrò a trovare tutti quanti. Devo dire che individualmente c’è una totale apertura a discuterne. Alla fine siamo tutti scienziati, e quando parliamo abbiamo lo stesso background”. Matteo Renzi ha parlato di 150 milioni annui da destinare al nuovo polo tecnologico e, sollecitato sulla possibilità che questa cifra possa andare ad aggiungersi oppure a sostituirsi ai 100 milioni che l’Iit riceve già dallo stato ogni anno, Cingolani ha rimarcato che i 150 milioni non possono essere il totale, “se così fosse, vorrebbe dire chiudere Genova per spostarsi a Milano. Quindi io credo che questa sia una somma aggiuntiva: un investimento dello Stato per creare nuovi posti di lavoro. A costi standard -ha proseguito- vuol dire coinvolgere 1600, 1700 persone in più”. Cingolani infine ha rassicurato chi temeva un trasferimento dell’Istituto da Genova a Milano: “Nessuno ha intenzione di toccare la sede di Genova. E poi l’Iit -ha concluso- è un istituto nazionale, a me piace pensare che sia una delle tante risorse dello stato: ha sedi in tutta Italia”.