Programma Horizon 2020, finanziato il progetto fiorentino “Carismand” per la gestione dei disastri

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Mentre si contano i danni del maltempo che si è abbattuto su un territorio fragile come la Calabria (dove il 100 per cento dei Comuni ha parte dei territori a rischio per frane e alluvioni) da Firenze arriva una buona notizia che ha a che fare con la ricerca e la gestione dei disastri. Vedrà, infatti, il contributo scientifico dell’ateneo fiorentino il progetto “Carismand”, finanziato nell’ambito del programma europeo per l’innovazione Horizon 2020, e incentrato sulle relazioni tra cultura, percezione del rischio e gestione dei disastri naturali o provocati dall’uomo. L’obiettivo generale del progetto – come si legge sul sito dell’Università degli Studi di Firenze – è di migliorare le politiche attuate in caso di catastrofi, identificare i punti di debolezza delle procedure, sviluppare un kit di strumenti che permetta non solo agli attori ufficiali ma anche alle associazioni di volontariato di svolgere un ruolo e adottare pratiche di intervento. Dall’informatica alla sociologia, dall’antropologia alla psicologia il progetto si caratterizza per la forte componente interdisciplinare, dovuta anche alla partecipazione di soggetti dal profilo differente. Studiosi e ricercatori provenienti da università, ma anche tecnici e personale coinvolto in attività di intelligence e protezione civile. Il progetto del valore di oltre tre milioni e settecentomila euro è coordinato dall’Università di Groningen (Olanda) e vede la partecipazione di diciannove partner, tra i quali il Comune di Firenze, presenti in undici paesi. “All’ateneo di Firenze – spiega Simone Orlandini, direttore del Centro di Bioclimatologia (Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente) – spetterà il coordinamento di una delle dodici macro attività previste dal progetto e il compito di produrre una panoramica sui soggetti e sui processi coinvolti nella gestione di un disastro nelle diverse fasi, dalla preparazione, all’emergenza al recupero, tenendo conto delle diverse politiche nazionali e regionali sulla materia”