Rappresentazione iconografica e patronati di Santa Caterina d’Alessandria

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    Diversi sono gli attributi iconografici legati a Santa Caterina d’Alessandria, primo tra tutti quello della ruota dentata. La Santa, protettrice di coloro che hanno a che fare con ruote, congegni e ingranaggi, protegge le donne che vivono da sole e del proprio lavoro, ma anche università, scuole superiori, biblioteche, studenti e insegnanti

    Nell’iconografia, Santa Caterina d’Alessandria presenta diversi attributi, primo fra tutti la ruota dentata, legata al suo straziante martirio avvenuto in Alessandria d’Egitto nel 305. Viene rappresentata, inoltre, con un libro in mano su cui, talvolta, è scritto :”Ego me Christo sponsam tradidi” (Mi sono data sposa a Cristo); la spada con la quale venne decapitata, l’anello delle sue nozze mistiche, la corona di principessa o anche di regina, la palma del martirio, il globo del firmamento o altri strumenti scientifici che indicano la sua sapienza. La Santa, per il supplizio della ruota, protegge coloro che praticano attività aventi a che fare con ruote, congegni e ingranaggi, quindi: mugnai, carrozzieri, filatrici, arrotini, tornitori, vasai. Per essere vissuta sola e indipendente, Santa Caterina d’Alessandria protegge le donne che vivono da sole e del proprio lavoro, in particolare: sarte e sartine, crestaie, caterinette, domestiche; per il matrimonio con Cristo protegge donne nubili e giovani che cercano marito; per la sua grande dottrina protegge università, scuole superiori, biblioteche e bibliotecari, studenti, insegnanti, filosofi e giuristi; per il taglio della testa dalla cui ferita sgorga latte e non sangue, protegge balie, puerpere e lattanti, sofferenti d’emicrania; per l’assistenza avuta dalla colomba in prigione protegge avicultori e prigionieri. Molti sono i Comuni d’Italia di cui è patrona (Brissogne, Castellino di Moncalvo, Comunanza, Deruta, Guastalla, Santa Caterina dello Jonio, Santa Caterina Villarmosa ecc.).