Riscaldamento globale: intere città potrebbero scomparire

MeteoWeb

Se non si corre ai ripari New York, Mumbai, Hong Kong e Shanghai saranno sommerse dalle acque e milioni di persone saranno ridotte in drammatica povertà

Sembrerebbe uno scenario apocalittico, ma quello prospettato dalle previsioni contenute in due rapporti resi pubblici mentre a Parigi è in corso la riunione preparatoria alla Conferenza sul Clima che si terrà dal 30 novembre, potrebbero diventare realtà in un futuro nemmeno troppo remoto. Si parla, in caso di mancato contenimento del riscaldamento globale, di ampi settori di New York, Mumbai, Hong Kong e Shanghai sommersi dalle acque, con la riduzione di milioni di persone in drammatica povertà. Nella capitale francese si sono riuniti già ora una settantina di ministri di altrettanti paesi di tutto il mondo, per dare il via ai negoziati in vista di un accordo globale per far fronte al pericolo dell’effetto serra e del conseguente riscaldamento della Terra. “E’ in gioco la vita del nostro pianeta, vi è un’assoluta urgenza”, ha dichiarato ai ministri il capo della diplomazia francese, Laurent Fabius, e presidente della conferenza.

Uno studio condotto da ricercatori statunitensi prevede, a causa del riscaldamento climatico, che grandi città come appunto Shanghai, Mumbai e Hong Kong, siano destinate a scomparire sommerse dall’acqua, se il surriscaldamento arriverà 4 gradi centigradi entro il 2100. Il mare arriverà dunque ad invadere grandi fette di territorio in cui, ad oggi, vivono più di 600 milioni di persone, colpendo soprattutto la Cina, con 145 milioni di persone che vivono nelle zone costiere che verrebbero completamente sommerse. E anche nella migliore delle ipotesi, cioè quella nella quale grazie al vertice di Parigi si riuscisse a limitare a 2 gradi centigradi l’aumento, si ritroverebbero comunque sott’acqua i territori abitati ora da almeno 280 milioni di persone.

Un ulteriore studio, reso noto dalla Banca Mondiale, aggiunge a questo scenario già di per sé preoccupante, che entro il 2030 più di 100 milioni di persone, oltre a quelle che già si trovano in questa condizioni, potrebbero ritrovarsi in estrema povertà, se non si riescono a limitare i danni del cambiamento climatico. “I poveri sono più vulnerabili rispetto alle persone più abbienti alle scosse legate al clima” ed è dunque necessaria “un’azione forte” da parte dei leader mondiali.